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Bolzano Film Festival

‘Un, Due, Tre… Stella!’: il potere del corpo di ricordare dopo anni

Al Bolzano Film Festival viene presentato il documentario di Emanuele Gerosa, dove un gruppo di over 70 ricorda i movimenti dell'infanzia con il laboratorio 'Un, due, tre... Stella!', guidato dal coreografo Carlo Massari

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Un due tre stella - il film

“La gente non smette di giocare perché diventa vecchia; diventa vecchia perché smette di giocare.” – O.W. Holmes

Un viaggio attraverso il tempo, sfruttando quei giochi che si facevano da bambini per riscoprire i ricordi che il nostro corpo conserva ancora dopo anni. Se invecchiando ci si dimentica di quelle sensazioni e di quella spensieratezza a causa di salde congetture mentali che, maturando, la società ci impone di adottare, esiste davvero un modo per uscirne? Ebbene, un laboratorio con il nome di Un, Due, Tre… Stella!, nato proprio con questo scopo, potrebbe sorprendere con il suo esperimento basato sull’abilità del corpo di memorizzare i movimenti.

Il film con lo stesso nome, di Emanuele Gerosa, verrà presentato al pubblico del Bolzano Film Festival nelle giornate di sabato 5 e venerdì 11 aprile, presso il cinema Capitol e il Waag di Bolzano.

Il documentario, della durata di 22 minuti, è una produzione Oneworld DocuMakers e Jump Cut, realizzato durante gli incontri dell’omonimo laboratorio condotto dal coreografo Carlo Massari. Voluto da Oriente Occidente e sviluppato in collaborazione con la Fondazione Museo Storico del Trentino e il Ram Film Festival – Fondazione Museo Civico di Rovereto, con il sostegno della Fondazione Caritro, il film esplora il potere della memoria corporea e il legame tra corpo e passato. Attraverso un percorso fisico ed emotivo, un gruppo di over 70 si ritrova a giocare nei cortili, riscoprendo il movimento e la spontaneità dell’infanzia.

Un, Due, Tre… Stella!: i bambini di ieri che vivono l’oggi

Un, Due, Tre… Stella! è un percorso alla scoperta della memoria corporea, raccontato attraverso gli occhi di persone over 70 che hanno partecipato all’omonimo laboratorio con lo scopo di analizzare come le esperienze plasmino i corpi. Lo studio si sviluppa attraverso una serie di incontri collettivi, in cui pratiche somatiche si intrecciano con la raccolta e la trasmissione di memorie fisiche legate all’infanzia, con l’obiettivo di creare un archivio delle azioni e preservarne il ricordo.

Ogni partecipante è al tempo stesso protagonista, creatore e interprete dell’azione, in uno spazio che favorisce l’espressione libera, la condivisione, l’ascolto e il dialogo.

I volti di chi ha preso parte al progetto

Il gruppo di over 70 che ha preso parte al laboratorio Un, Due, Tre… Stella! è sicuramente ben assortito, con personalità vivaci, semplici e stravaganti. Ognuno di loro ha un’aspetto completamente diverso dal prossimo, ma, anche all’interno del film, ci si rende conto che alla base sono tutti ancora in grado di essere bambini, anche nel modo di relazionarsi.

Toccarsi, abbracciarsi, fidarsi, ma soprattutto, non giudicarsi… Tutti valori che al giorno d’oggi vengono dimenticati fin troppo facilmente. Per citare i nomi di questi simpatici anziani, hanno partecipato al laboratorio: Federica Battisti, Maria Francesca Belardo, Francesca Bellini, Giovanna Bertolini, Veronica Boniotti, Maria Grazia Casetti, Cristina Codecà, Roberto Dell’Uomo, Laura Di Masi, Olga Esposito, Claudia Lorenzi, Carlo Massari, Franco Mosna, Graziella Paoli, Patrizia Pucci e Alice Scarpa.

Emanuele Gerosa: dare importanza all’anima dell’essere umano

Emanuele Gerosa, nato nel 1975 a Rovereto, si è laureato in Storia Contemporanea all’Università di Bologna nel 2001, iniziando subito a lavorare come filmmaker. Affascinato dal documentario, ha trasformato la sua passione per la storia nel racconto di persone comuni. Nel 2007 ha realizzato i suoi primi documentari, Kamenge Northern Quarters e Lion Souls, vincendo riconoscimenti internazionali. Nel 2015 ha diretto Between Sisters, storia intima di due sorelle, premiato in festival come la Semana Internacional de Cine de Valladolid. Il suo secondo lungometraggio, One More Jump (2019), segue due atleti di parkour divisi dalla vita nella Striscia di Gaza, e ha vinto premi come il PRIX EUROPA 2020.

Tra il 2021 e il 2023 ha diretto Bambini di Frontiera, presentato al Trento Film Festival 2024 e premiato con il “Cinema AMoRe”. Membro della European Film Academy dal 2021, Gerosa continua a lavorare su nuovi documentari che intrecciano storie personali e temi universali, come Un, Due, Tre… Stella!.

Il coraggio di condividersi giocando a Un, Due, Tre… Stella!

Cosa significa giocare da adulti? Un, Due, Tre… Stella! esplora questa domanda con un approccio sperimentale, restando fedele al linguaggio realistico del documentario. Il gioco, spesso associato all’infanzia, assume qui un significato più profondo: è una pratica universale, radicata in ogni cultura, che non solo educa e socializza, ma diventa anche un ponte tra passato e presente. Il regista Emanuele Gerosa e il coreografo Carlo Massari trasformano il gioco in uno strumento di indagine, esplorando come il corpo conservi tracce del vissuto e come il movimento possa rievocare esperienze dimenticate, attivando una memoria fisica e sensoriale.

Nel film, i protagonisti—persone over 70—si ritrovano a giocare insieme, ripercorrendo gesti e dinamiche dell’infanzia. Ma non si tratta solo di nostalgia: attraverso il gioco, emergono emozioni, ricordi condivisi e una rinnovata consapevolezza del proprio corpo. In questo spazio di libertà e sperimentazione, il movimento diventa espressione, il passato si fa presente e il legame con gli altri si rafforza. Così, passo dopo passo, prende forma una comunità autentica e spontanea, in cui il gioco non è più solo un ricordo lontano, ma una risorsa viva, capace di trasformare chi lo pratica.

Un risultato inaspettato: la creazione di connessioni profonde

Superato il disagio iniziale, il gruppo di Un, Due, Tre… Stella! inizia a sperimentare una profonda trasformazione nelle sue dinamiche interpersonali. Fin da subito, il gioco funge da catalizzatore, ma è il processo di interazione che porta un cambiamento radicale nei rapporti tra i partecipanti. Con il passare del tempo, la reciproca apertura si fa più evidente: ciò che in un primo momento sembrava un’attività quasi imbarazzante, diventa uno spazio sicuro di condivisione e connessione.

L’iniziale distanza emotiva si dissolve, mentre il gruppo comincia ad avvicinarsi non solo fisicamente, ma anche psicologicamente. Si riscoprono empatia e comprensione, e si crea una rete di sostegno che va oltre il semplice gioco. I partecipanti si rendono conto che le loro storie personali, pur distanti, si intrecciano e arricchiscono l’esperienza collettiva, facendo emergere nuovi legami e una solidarietà che nasce dall’autenticità dei gesti e delle emozioni condivise. Così, il gruppo evolve, trasformandosi in una comunità che, pur nella sua diversità, trova un linguaggio comune fatto di ascolto, rispetto e complicità.

Vivere la vita come un grande girotondo

In conclusione, Un, Due, Tre… Stella! ci fa riflettere su quanto il gioco sia importante anche da adulti. O meglio, come affrontare la vita con spensieratezza e curiosità sia importante anche da adulti. Nel film, il gioco diventa uno strumento per riscoprire ricordi e connessioni, trasformando l’infanzia in un momento da rivivere, anche da anziani. I protagonisti, giocando insieme, non solo risvegliano emozioni e storie del passato, ma creano legami genuini e profondi, costruendo una comunità unita, che si nutre dell’energia sprigionata al suo interno. Un’esperienza che ci ricorda l’importanza di non smettere mai di giocare, per mantenere vivo il legame con gli altri e con noi stessi, sia attraverso l’anima che il corpo.

Un, Due, Tre… Stella!

  • Anno: 2024
  • Durata: 22'
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Emanuele Gerosa