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Film da Vedere

Fracchia contro Dracula, il secondo capitolo del dittico cinematografico dedicato al noto personaggio ideato da Paolo Villaggio, divenuto un piccolo film di culto

Sono tanti gli elementi che, al netto dell’effettivo valore del film, inducono a rinvenire in Fracchia contro Dracula un esperimento cinematografico interessante, coraggioso, non volgare, alla ricerca di forme comiche meno provinciali rispetto a quelle imperanti nella commedia italiana degli anni ottanta

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Partiamo dal nome: Giandomenico Fracchia. È un personaggio immaginario televisivo e cinematografico, ideato e interpretato da Paolo Villaggio, apparso per la prima volta nel programma Quelli della domenica nel 1968, ed è una delle tre principali maschere comiche dell’attore, assieme al professor Kranz e a Ugo Fantozzi. Questa precisazione è doverosa per evitare di cadere nell’equivoco di associare, fine al punto di renderli indistinguibili, il ragioniere iper timido e patologico e quello più celebre reso immortale dalla penna di Villaggio e dalla regia di Luciano Salce. Solo nel 1971, infatti, l’autore genovese, diede alle stampe il primo libro della saga fantozziana. C’è dunque una precedenza cronologica, ma anche logica, di Fracchia rispetto a Fantozzi: Fracchia, almeno inizialmente, era diverso da Fantozzi, dato che quest’ultimo è sfortunato e inferiore per natura, come se il destino gli avesse dichiarato guerra per sempre, garantendogli ogni tipo di sventura. Fracchia, invece, nelle sue azioni e nelle sue condizioni è talmente vigliacco che quasi si sente a suo agio nel provare talune atroci sofferenze psicologiche. Egli è un inetto totale che si fa mettere i piedi sopra la testa da qualunque individuo, oltre ai suoi superiori, e inoltre ha un modo di parlare molto confuso. Infatti, a ogni domanda che gli viene posta risponde con monosillabi, balbettii e fonemi sconnessi, gesticolando scoordinatamente con le mani, cercando di spiegare la sua risposta all’interlocutore. Ugo Fantozzi, sebbene condannato dal destino, appare più sicuro di sé, non così in balia delle persone e degli eventi, in quanto capace, a suo modo, di reagire alle avversità di cui è sovente vittima.

Ma dal film Fantozzi contro tutti (1980) in poi e nei seguenti, specialmente in Fantozzi subisce ancora (1983), quasi tutti diretti da Neri Parenti, avverrà una fusione tra i personaggi-caricature e il risultato sarà un ragioniere estremamente sfortunato e per giunta per nulla sicuro di se stesso, che cerca solo di sfiorare l’autolesionismo quando si confronta con altri esseri, proprio a causa della sua condizione e del suo modo di vivere.

Dopo la necessaria premessa, si può senza esitazioni affermare che Fracchia contro Dracula (1985), secondo e ultimo capitolo del dittico – il primo era Fracchia la belva umana (1981) – che vede protagonista l’omino timido e perennemente inadeguato, è divenuto nel tempo anch’esso un film di culto. Come si diceva poc’anzi, in questa fase della produzione cinematografica di Paolo Villaggio la fusione tra Fracchia e la maschera di Fantozzi si è completamente realizzata, tanto che a fare da comprimario troviamo, in questa occasione, Gigi Reder nei panni di Filini. Fracchia e Fantozzi sono ormai quasi indistinguibili.

Messa da parte la pedante esegesi filologica, non possiamo però omettere di segnalare quei film che hanno preceduto, in riferimento alla tendenza di accostare cinematograficamente due personaggi altrimenti completamente disgiunti, Fracchia contro Dracula. Osservando la tradizione italiana, a saltare immediatamente all’occhio sono più che altro i film interpretati da Totò nel corso della sua lunga carriera: Totò contro Maciste, Totò contro i quattro, Totò contro il pirata nero. Il meccanismo umoristico alla base di queste pellicole era innescato dalla divertente frizione che inevitabilmente si veniva a creare tra il personaggio comico e quello storico, oltre, chiaramente, alla idiosincrasia temporale, anch’essa foriera di una consistente quota di comicità. Così anche in Fracchia contro Dracula, in cui il protagonista si ritrova niente meno alle prese con il vampiro più temuto di sempre (solo alla fine scopriamo che si tratta di un sogno – anche se subitamente sconfessato da un epilogo beffardo).

Alla vis comica propria del personaggio di Villaggio si aggiunge quella prodotta, come si notava, dallo scarto temporale. Le scenografie del film riproducono arditamente, con discreti risultati, le atmosfere della Transilvania del XV secolo, in cui Fracchia, insieme allo sciagurato Filini, si aggira maldestramente provocando situazioni comiche a ripetizione. L’umorismo è forse meno incisivo rispetto a quello de La belva, proprio perché generato da altri tipi di contrasti, anche se, è bene sottolinearlo, è per certi versi molto più raffinato. A gestire la fotografia c’è il grande Luciano Tovoli (sarebbe un’operazione troppo lunga citare i film della sua straordinaria carriera) e a curare la parte musicale il veterano Bruno Zambrini: due eccellenze che donano un enorme valore aggiunto al film, rendendolo un caso atipicamente felice della nostra commedia recente. Partecipa anche, dopo i successi dei due capitoli di Sapore di mare, un’inaspettata Isabella Ferrari, che spezza con il suo personaggio il clima generalmente comico dell’insieme, facendolo virare verso una più classica storia di caccia al vampiro. Ebbene, sono tanti, dunque, gli elementi che, al netto dell’effettivo valore del film, inducono a rinvenire in Fracchia contro Dracula un esperimento cinematografico interessante, coraggioso, non volgare, alla ricerca di forme comiche meno provinciali rispetto a quelle imperanti nella tipica commedia italiana degli anni ottanta. Villaggio e Reder funzionano egregiamente, come al solito, regalando un’ora mezza di divertimento senza interruzioni. Il film di Neri Parenti del 1985 è una pellicola che va senz’altro tenuta in considerazione, laddove anche a livello produttivo, comportò, ne siamo persuasi, uno sforzo non indifferente, ripagato, pensiamo, da buoni risultati.

Pubblicato e distribuito da CG Entertainment, Fracchia contro Dracula è disponibile in dvd, in formato 1.85:1, con audio Dolby Digital 2.0 e sottotitoli per non udenti opzionabili.

Trova Fracchia contro Dracula su CG Entertainment

  • Anno: 1985
  • Durata: 94'
  • Distribuzione: CG Entertainment
  • Genere: Commedia, Fantastico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Neri Parenti