Era il 2004 quando il giovane Matthew Vaughn si sedeva per la prima volta in cabina di regia per firmare l’adrenalinico The Pusher, un riuscito action movie con attori del calibro di Daniel Craig e Sienna Miller. Il suo talento non passò inosservato e in pochi anni diresse Stardust, Kick Ass e X-Men –L’inizio. Appurata la propria abilità anche in fase di sceneggiatura, nel 2014 Vaughn si dedicò alla trasposizione cinematografica di The Secret Service, l’esilarante miniserie a fumetti realizzata da Dave Gibbson e Mark Millar. Nacque così Kingsman: Secret Service, una pellicola pirotecnica e centripeta affidata alle istrioniche performance di Colin Firth, Samuel L. Jackson e Mark Strong che spianavano la strada all’astro nascente Taron Egerton. Il successo dell’opera fu immediato: l’accostamento tra humor britannico, azione e commedia demenziale, infatti, non era mai stato così riuscito.
Volendo superare il valore della pellicola originale, Vaugh firma Kingsman – Il cerchio d’oro, una commedia d’azione altamente esplosiva che, scatenando un caleidoscopio di emozioni diverse, intrattiene, diverte ed entusiasma. L’artista arricchisce il plot originale con exploitation di ogni genere e sposta la vicenda in un’America yankee e fricchettona che abbonda di alcool, droga e brillantina. Ritocca, poi, i protagonisti con caratteristiche stravaganti e strampalate per renderli assolutamente irresistibili. L’elegante Colin Firth diviene quindi un inerme ometto fuori forma, l’austero Mark Strong si rivela un sentimentale e melodrammatico uomo di mezza età e il viso angelico di Julianne Moore nasconde quello di una donna spietata e senza scrupoli che possiede un’oasi privata al centro di una giungla selvaggia dotata di centri benessere, diner, piste da bowling e teatri dell’opera in cui Elton John può esibirsi vestito di piume di pavone e tacchi 12 .
Omaggiando i film di spionaggio di cui sovverte le regole, Vaugh crea un apparato scenografico barocco e manierista al tempo stesso, in cui gli agenti segreti sfoggiano bizzarri travestimenti, abilità sensazionali e relazioni ambigue pur di riuscire a salvare il mondo. Demiurgo incontrastato della vicenda, Vaugh gestisce in modo inebriante i rapporti tra i vari personaggi, modificandoli a suo piacimento nel corso dell’opera. I loro scontri repentini sembrano, inoltre, vere e proprie acrobazie coreografiche, frenetici balli di gruppo tra robot e umani in cui l’abuso del rallenti esaspera la comicità insita nelle loro azioni.
Il cast è d’eccezione, le gag non mancano e l’humor nero tocca livelli vertiginosi: ogni dettaglio dell’opera vaughniana, insomma, si dimostra congegnato per funzionare perfettamente. Come un tornado in un campeggio estivo, Kingsman – Il cerchio d’oro sconvolge lo spettatore e lo intrappola nel suo meccanismo sin dai primi fotogrammi, ricordandogli chiaramente che “Avere qualcosa da perdere, rende meritevole ogni vita”. Il film è disponibile dall’8 agosto 2024 su Netflix.