Ultimo dei cinque film che l’hanno visto dietro la macchina da presa, I viaggiatori della sera, tratto dall’omonimo romanzo di Umberto Simonetta, è un lungometraggio che non ci si aspetterebbe da un istrione, nonché mostro sacro della commedia all’italiana, come Ugo Tognazzi. Dopo Il mantenuto, Il fischio al naso (ispirato al racconto di Dino Buzzati Sette piani) e, soprattutto, Sissignore, scritto tra gli altri da Tonino Guerra – a parere dello scrivente piccolo capolavoro sottostimato – Tognazzi (archiviata la parentesi del non riuscitissimo anche se non poco interessante Cattivi pensieri) nel 1979 tornava con un film amarissimo, in cui denunciava la follia di una società che, ossessionata dalla smania di funzionare alla perfezione, manda in pensione forzatamente ogni individuo a 50 anni di età, imponendogli ‘una vacanza’ in un villaggio – campo di concentramento per anziani. Ottimizzare la produttività, attraverso l’impiego di forze giovani, è la priorità, e, dunque, Orso (Tognazzi) e sua moglie (una brava e sensuale Ornella Vanoni) non si oppongono alla legge che li costringe a congedarsi precocemente dal mondo del lavoro; accompagnati dai due figli – due giovani ormai completamente sussunti dall’imperante e diffuso delirio di ordine – si recano a malincuore al villaggio 27, per ‘scontare’ l’esilio imposto da un mondo disumanizzato.
Nel film viene assai stigmatizzato l’eccesso di sesso praticato all’interno della ‘residenza estiva’, laddove, anziché costituire una reale occasione d’incontro, fornicare diviene una pratica per raggiungere uno stordimento grazie a cui sopportare la iattura che incombe sul villaggio: periodicamente viene praticato un gioco, una via di mezzo tra il mercante in fiera e la lotteria, il cui premio è costituito da un viaggio in crociera, da cui, però, nessuno è mai tornato, tanto che tutti sospettano fortemente che sia solo un inganno ordito per sopprimere gli individui non più produttivi.
Non proseguiamo nello svelamento della trama, considerando, tra l’altro, che il film in questione è, anche se ingiustamente, poco noto; è bene precisare che si tratta di un’opera grottesca (sulla scia del tanto amato cinema del maestro Marco Ferreri), la quale, per la sua originalità, si ritaglia un posto specifico nella cinematografia del nostro paese, considerando, per l’appunto, l’umorismo agrodolce che la pervade dall’inizio alla fine, fino all’amarissimo epilogo.
Non c’è legame che tenga – genitoriale, né coniugale -, tutto è rimesso a un viscerale e meschino istinto di sopravvivenza che distrugge gli usuali valori su cui si fonda una comunità. Un ritratto impietoso di un mondo alla deriva, in cui il capitalismo, tenuto spettralmente in fuori campo che non cessa di riverberare su tutto il film, ha reciso ogni legame umano, riducendo gli individui alla stregua di meri produttori e consumatori, interrompendone il normale processo di soggettivazione. Per la sua originalità e per la validità di alcuni contributi (ricordiamo il direttore della fotografia Ennio Guarnieri e il montaggio del grande Nino Baragli), vi consigliamo di recuperare I viaggiatori della sera in home video: un film non già visto, che certamente impreziosirà non poco la vostra videoteca.
Pubblicato da Mustang Entertainment per Medusa, e distribuito da CG Entertainment, I viaggiatori della sera è disponibile in dvd, in formato 1.85:1 con audio DD Dual Mono e sottotitoli per non udenti opzionabili.
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