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69 Festival di Cannes: L’Effet Aquatique di Solveig Anspach (Quinzaine des Réalisateurs)

Ultimo lungometraggio della regista islandese Solveig Anspach, scomparsa lo scorso agosto a 54 anni a causa di un cancro, L’Effet Aquatique è considerato il suo testamento spirituale. Il film racconta il tentativo rocambolesco del quarantenne Samir (Samir Guesmi), timido e impacciato, di avvicinare Agathe (Florence Loiret Caillet), istruttrice di nuoto del quale si è invaghito e con cui finge di non saper nuotare per farsi dare lezioni

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Ultimo lungometraggio della regista islandese Solveig Anspach, scomparsa lo scorso agosto a 54 anni a causa di un cancro,  L’Effet Aquatique è considerato il suo testamento spirituale. Il film racconta il tentativo rocambolesco del quarantenne Samir (Samir Guesmi), timido e impacciato, di avvicinare Agathe (Florence Loiret Caillet), istruttrice di nuoto del quale si è invaghito e con cui finge di non saper nuotare per farsi dare lezioni  nella piscina comunale della cittadina di Montreuil. Agathe scopre la bugia e va su tutte le furie ma Samir non demorde e la segue fino in Islanda, dove la donna è invitata a partecipare ad un convegno per istruttori di nuoto. I personaggi in cui i due eroi si imbatteranno, un po’ mistici, un po’ elfi, parte integrante di una natura selvaggia e materna, spingeranno la storia e i personaggi verso la loro “foce” naturale.

Secondo la stessa autrice, co-sceneggatrice del film insieme a Jean-Luc Gaget, il passaggio dalla piscina comunale alle acque d’Islanda rappresenta il passaggio verso la fase amorosa del loro rapporto; la piscina è una sorta di non-luogo democratico, uno spazio condiviso da persone che si trovano in quel posto per i motivi più disparati (lo stesso Samir vuole conoscere Agathe). L’umidità penetrante, la terra scivolosa, il vapore, in piscina ci si va per nuotare ma nell’immaginario degli sceneggiatori può essere anche luogo di pensieri peccaminosi, di scambio tra persone uguali, dove le barriere sociali cadono completamente.

Il film segue i due protagonisti nel loro smarrimento amoroso, a contatto con la “tribu” degli istruttori di nuoto e con gli altri strambi personaggi incontrati durante il loro cammino in una commistione tra burlesque e commedia romantica, due fonti di ispirazione raramente accostate perché dissonanti tra loro. Come in cucina e nell’amore – sottolinea la Anspach in una nota scritta all’uscita del film – anche in questo film è tutta questione di dosi tra il burlesque, la commedia romantica, l’emozione e un pizzico di realismo.

L’elemento “magico” arriva decisamente dai personaggi di Anna (Ditta Jònsdòttir), per la sua simpatia e i modi bizzarri e spontanei, che stempereranno certe rigidità di Agathe, e da un punto di vista narrativo che la spingeranno ad andare verso il suo destino insieme a Samir.

Anna Quaranta

  • Anno: 2015
  • Durata: 85'
  • Genere: Commedia drammatica
  • Nazionalita: Islanda
  • Regia: Solveig Anspach