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Soundtrack – Ti spio, ti guardo, ti ascolto

Temi attualissimi quelli affrontati nell’esordio cinematografico per Francesca Marra. L’amore, l’ossessione, la morbosità. Le fragilità di ogni essere umano, le paure e le angosce che possono tormentare anche chi all’apparenza può sembrare del tutto normale.

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Temi attualissimi quelli affrontati nell’esordio cinematografico per Francesca Marra. L’amore, l’ossessione, la morbosità. Le fragilità di ogni essere umano, le paure e le angosce che possono tormentare anche chi all’apparenza può sembrare del tutto normale.

È  la storia di Paolo, tecnico del suono, e di Linda, attrice, che per le prove di un nuovo spettacolo teatrale si trasferiscono per un breve periodo in un piccolo paese nei pressi di Sulmona. Un carissimo amico di Linda, regista dell’opera teatrale, propone all’attrice un copione che presto si rivelerà lo specchio della realtà.

Coraggiosa la regista e mai banale la sceneggiatura. In Soundtrack – Ti spio, ti guardo, ti ascolto non mancano i colpi di scena, le inquadrature accurate che rimandano all’ossessione dei protagonisti. I momenti di suspance e l’intrigo psicologico fanno sì che questo thriller erotico non annoi mai lo spettatore. L’amore che si trasforma in ossessione, che diventa malattia fino a distruggere un rapporto. La vendetta di lei, attraverso le stesse armi di lui. Una trama che ci riporta a domande che molto spesso non abbiamo il coraggio di porci: sappiamo davvero riconoscere l’amore? E quanto ci si può fidare delle persone che ci stanno accanto?

C’è una linea sottile che separa la normalità dalla follia e nel film è chiaramente e limpidamente raccontata. Questa linea perfetta che traccia il confine tra normalità e follia e che viene scavalcata dai personaggi quando a morire è la componente fondamentale di qualsiasi rapporto, ovvero la fiducia. Fiducia mancata, spezzata, bruciata che porterà ad un finale del tutto inaspettato. Unica nota stonata, se così si può dire, e per fare un appunto, è la mancanza di una colonna sonora che sottolinei la tensione emotiva dei protagonisti.

Per il resto è un film che consigliamo di vedere, sia per il coraggio dei temi affrontati, sia perché in Italia in questo genere a farla da padrone sono le produzioni straniere.

Graziella Balestrieri

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