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Interviews

Intervista a Elisabetta Bernardini

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Occhi scuri e chioma crespa di riccioli bruni, Elisabetta Bernardini ama gli abiti dimessi, solitamente grigi o neri, ma quando il suo cortometraggio “La ritirata” ha trionfato nella sezione Y GEN del Giffoni Film Festival 2008, è salita sul palco raggiante, indossando un vestito d’oro. «All’inizio non pensavo assolutamente di essere all’altezza di fare la regista – racconta – volevo fare cinema e mi piaceva il set, però aspiravo solo a diventare segretaria di edizione… Sono stati i premi e i riconoscimenti, che cominciavano ad arrivare dai festival, a farmi cambiare idea».

Certo, non tutti hanno la fortuna di poter decidere se continuare a gestire l’albergo di famiglia o dedicarsi a ciò che piace di più e, soprattutto, non tutti hanno l’occhio impostato da anni di attività fotografica come lei. Ma Elisabetta ha saputo far tesoro delle proprie risorse e ora vanta al suo attivo sei cortometraggi, “Lo spaventapasseri”, “Servizio giardini”, “Indelebile”, “Il vero amore”, “Baiano” e “La ritirata”. L’ultimo, girato in pellicola, è tratto dall’omonimo racconto di Catia Chiaverini e descrive la fine della seconda guerra mondiale, nei giorni in cui la paura e la speranza sono al culmine, attraverso la commovente passione di un’adolescente italiana (Valery Usai) e di un giovane soldato tedesco (Julian Siravo).

«Non so esattamente cosa mi abbia spinto a fare questo cortometraggio, sono un’emotiva e per me la scelta di un soggetto è sempre una specie di colpo di fulmine – spiega -. Io non sono una che ha l’esigenza interiore di fare denunce sociali, ho solo voglia di trasmettere messaggi buoni, mi piace che lo spettatore esca dai miei lavori rincuorato col mondo: io lo chiamo l’elemento zavattiniano».
Per motivi economici, i cortometraggi storici sono rari e “La ritirata”, con costumi di Vanessa Mantellassi e scenografia di Ilaria Cinefra, è stato bene accolto sia in Italia che all’estero. Elisabetta Bernardini gira instancabilmente da un festival all’altro, in compagnia del marito Roberto: «Non credo che senza l’aiuto di Roberto sarei arrivata fin qui», dice. Adesso si sente pronta al grande passo: il suo prossimo film sarà un lungometraggio.

Lucilla Colonna