The Apothecary Diaries, nella traduzione italiana Il monologo della speziale è il nuovo anime approdato di recente su Netflix, con un’intera prima stagione, composta da ben ventiquattro episodi di circa venti minuti di durata ciascuno. Diretta da Norihiro Naganuma e prodotta dagli studi Toho Animation Studio e OLM, la serie è una novità da non lasciarsi scappare.
Tratto dall’omonima light novel scritta da Natsu Hyūga e illustrata da Tōko Shino, Il monologo della speziale è stato trasformato in una serie animata giapponese. Come spesso accade nella grande tradizione nipponica c’è sempre un manga all’origine dell’anime, e questa storia non fa eccezione.
Sebbene la serie sia già uscita in Giappone nel 2023, l’approdo sulla piattaforma streaming di Netflix le darà una grande occasione per farsi conoscere nel mondo.
Un piccolo accenno alla trama
Ambientata in un tempo lontano, la storia prende vita nella Cina imperiale, dove maestosi palazzi e abiti sfarzosi fanno da contorno alle vicende che si susseguono a ogni episodio della serie. La protagonista si chiama Maomao (voce originale di Aoi Yūki) ed è la speziale a cui fa riferimento il titolo. Rapita e trasportata al palazzo Imperiale, Maomao dovrà abbandonare la sua attività per essere al servizio delle cortigiane dell’imperatore. Ma le sue abilità in ambito medico e le conoscenze sui veleni, grazie anche ai vari esperimenti che l’hanno portata a sviluppare una sorta di resistenza, le permetteranno di svolgere mansioni differenti.
Colori, eleganza e regalità
Il fascino di questo nuovo anime si percepisce fin da subito, già dai primi episodi della prima stagione che riescono a catturare l’interesse di un pubblico più vasto. Infatti Il monologo della speziale si presenta come un anime per tutti, non un classico shōjo per ragazze o ad uno shōnen per soli ragazzi. La serie abbraccia i generi, mantenendo quegli elementi tipici dell’anime classico giapponese, ovvero la comicità, ma anche la presenza di elementi legati alla cultura e alla storia orientale. Il risultato è un anime storico e sentimentale, ma ricco di mistero.
Potrebbero tornarci alla mente altri anime simili, come l’acclamato e indimenticabile Inuyasha, ambientato nell’antico Giappone durante l’epoca Sengoku. Oppure, la serie anime Mononoke, il cui protagonista è un venditore di medicine che vaga per il Giappone per sconfiggere spiriti maligni, durante l’epoca Edo. Ilmonologodella speziale, pur restando un’opera nata in Giappone, è ambienta in Cina. Ma questo non dovrebbe spaventare i fan degli anime perché anche l’adorato Dragon Ball è ispirato a un’opera letteraria cinese.
Musiche orientaleggianti accompagnano la visione e i vari personaggi ben caratterizzati riescono a mantenere alto l’interesse degli spettatori più esigenti. L’azione si concentra principalmente in un luogo: la corte interna del palazzo, ovvero l’harem dell’imperatore. Un luogo dove possono vivere in armonia solo donne scelte, che hanno il compito di procurare eredi all’imperatore. Nessun uomo può accedere alla corte interna ad eccezione degli eunuchi.

Maomao, una piccola eccezione
io ho le lentiggini,
il seno piatto
e neanche un po’ di carne addosso.
Così si descrive Maomao, la piccola e intraprendente ragazza che, a seguito di un rapimento, deve lasciare il quartiere del piacere dove lavora con suo padre come farmacista. I rapitori la venderanno al palazzo imperiale, dove Maomao diventerà una serva. Forse, sembra dirci Maomao, l’aspetto fisico non è tutto. Lei ad esempio, con le sue lentiggini e il suo seno piatto, sembra comunque essere molto sicura di sé stessa e affronta sempre con cura e gentilezza ogni incarico le venga richiesto. Essere nient’altro che se stessa permette al pubblico di confrontarsi con una figura femminile giovane e forte, una ragazza con la quale sentirsi in sintonia e identificarsi.
Impossibile non provare simpatia per la piccola Maomao, con un nome che evoca il verso del gatto e l’animale stesso, di cui in più occasioni la giovane fanciulla prende le sembianze in alcuni episodi. Non una vera e propria trasformazione, ma semplicemente ottenendo delle orecchie da gatto, a simboleggiare un po’ quel suo lato selvatico e curioso di anima libera e ribelle, all’interno di una società che ne ha fatto una serva, a causa dei malvagi rapitori senza scrupoli. Maomao resta pur sempre una bambina appassionata di esperimenti ed erbe medicinali.
Le facoltose donne che vivono nella corte interna sono tutte avvenenti e bellissime, formose e affascinanti, Maomao rispetto a loro si sente inferiore. Eppure è l’unica tra le serve in grado di leggere. Il suo unico interesse però resta la medicina, la ricerca di erbe medicinali e lo studio dei veleni. Sembra infatti non curarsi del fascino dell’eunuco Renshi (voce originale Takeo Otsuka), secondo personaggio principale della serie. Dotato di lunghi capelli viola e di un’arroganza in grado di catturare lo sguardo di quasi ogni fanciulla nel palazzo, fatta eccezione per Maomao che al loro primo incontro lo scambia per una ragazza, forse per i suoi atteggiamenti volutamente femminili. I due saranno una sorta di squadra collaborativa fin dall’inizio, sebbene la speziale sia in grado di gestire ogni mansione da sola.
Se nella versione italiana l’anime mette al centro il monologo (interiore?) della speziale, ovvero di Maomao, il titolo originale suggerisce piuttosto che si tratti di un serie di avventure, custodite appunto in diari, una serie di cronache che narrano le vicende della protagonista. Eppure i monologhi sono propri dei protagonisti, di chi deve essere al centro della scena e vuole parlare al pubblico, un po’ come a teatro.
Maomao in questa storia è sicuramente l’attrice principale in ruoli differenti pur restando fedele alla sua passione.

Una serie al femminile capitanata da un’eroina
Maomao, nonostante sia solo una ragazzina, è dotata di uno spirito forte e guidata da un grande senso di giustizia. Infatti le sue doti e la sua capacità di ragionamento le permetteranno di risolvere più di un mistero all’interno del palazzo. Questo le farà guadagnare una promozione, diventando da semplice serva adibita al lavaggio dei vestiti, una damigella alla corte di Yuye, une delle due consorti dell’imperatore.
Tutto merito delle sue conoscenze in fatto di erbe mediche e veleni, che in più di una occasione le permetteranno di risolvere diversi problemi e oscuri misteri, nonché di salvare delle vite. Maomao da umile speziale diventerà un’eroina. Sebbene l’anime si annunci come un monologo, Maomao lascia spazio anche agli altri personaggi, ai loro dialoghi e ai loro pensieri, ma mantenendo la sua presenza come una guida narrante dell’intera vicenda dall’inizio alla fine.
La presenza femminile nella storia è consistente. Le donne sono le compagne dell’imperatore, le serve, le damigelle, costantemente presenti, disegnate nei minimi particolari con dettagli che ne esaltano la bellezza per renderle splendidi fiori colorati, altro elemento ricorrente nella serie.
In conclusione
Lo stile generale dell’anime, a partire dalla grafica, e i disegni può evocare i magici mondi dei film animati di Hayao Miyazaki come Il Castello Errante di Howl oppure La Città Incantata, con un omaggio ai colori e ai gioielli sfarzosi delle ambientazioni dello Studio Ghibli.
Immancabile è anche la presenza del cibo, in particolare nel secondo episodio dove diviene quasi co-protagonista. Una prelibatezza è onnipresente in ogni anime che si rispetti. In questo caso si potrebbe pensare all’anime Dungeon Food, sempre disponibile su Netflix, dove una compagnia di amici si addentra in un dungeon e finisce per mangiare mostri e altro per sopravvivere. E in alcuni casi saper riconoscere cosa sia velenoso oppure no, può essere davvero utile.
Il monologo della speziale è la serie perfetta per addentrarsi in una storia lontana dal presente, con una protagonista vivace e intelligente. Un anime ricco di colpi di scena ma anche di un romanticismo velato tra i due protagonisti. Maomao e Renshi sono un misto di amore e odio che tiene alta la tensione tra loro.