A cento anni dalla nascita e a settanta dalla morte, la prima giornata del Pordenone Docs Fest 2025 dedica la sua serata d’apertura a Malcom X. Chiamare però X! Cinesuite for Malcolm un cine concerto è un vizio di forma e una convenzione di linguaggio perché l’idea proposta dal quartetto Tinissima è qualcosa di più.
Un progetto che incorpora l’energia musicale di Francesco Bearzatti, Giovanni Falzone, Danilo Gallo e Zeno De Rossi al riuso d’archivio audiovisivo e fotografico, ai disegni di Francesco Chiacchio.
Un evento in collaborazione con Fondazione Home Movies Archivio Nazionale del Film di Famiglia, AAMOD – Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, Fondazione Cineteca di Bologna e Cineteca dello Stretto.

X sta per chiasmo, tra musica e immagine, tra performance e cinema
Descrivere X! Cinesuite for Malcolm con una struttura analitica è complesso: è un lavoro stratificato che si perde se trasferito in forma scritta, in quanto nasce e si sviluppa dalla presenza vibrante della performance musicale dal vivo e dal suo dialogo con l’immagine video.
Attraverso la figura di Malcom X il progetto lascia fiorire un dialogo di musica e immagini senza mezzi termini, che spaziano dalla violenza macabra alle luci vibranti della città.
All’interno di quello che è a tutti gli effetti un concerto in più brani-atti, il leader afroamericano diventa chiave di volta per trasmettere un messaggio radicale all’interno del suo passato e del nostro presente. Da lui e per lui partono traiettorie in musica e immagini che attraversano le distese sabbiose dell’Africa passando per lo skyline di New York, interpolando orrore a lotta, brio, libertà, controllo e azione.
Un’esperienza unica perché mai uguale, contingente alla performance live e che prende energia da essa, incontrando una ricerca d’archivio potentissima e un lavoro su immagini animate che passa dalla manipolazione della china al cartoon psichedelico.
X! Cinesuite for Malcolm supera la forma e l’idea del cine concerto. Propone in sè una cinesuite, un concept album audiovisuale (che avrà la sua ristampa in vinile a giugno di quest’anno) e che si sprigiona in atti-musica-idee intorno ad una delle figure più note e identitarie del secolo scorso
Piazza del Popolo diventa marea X
Ogni sezione del racconto è raccolta in un brano, in un narrato allegorico distribuito in atti, che passano per le fasi di partenza e sviluppo di quella che è, in qualche modo, un’ anatomia della rivolta.
Il punto di partenza è nel cappuccio bianco a punta del Ku Klux Klan enel movimento ritmico e incessante degli Stati Uniti del secondo scorso. Da lì il lavoro di interdipendenza tra musica e immagine, ove la ripetizione (del video) diventa vita musicale inaspettata e imprevedibile, passa per il raccoglimento, l’organizzazione, la lotta, l’unione e la solidarietà.
Un corteo a Piazza del Popolo dentro un’immagine d’archivio diventa marea X di china. L’immagine si espande e scompaiono i cappucci bianchi.
Un progetto ove il passato si incontra con l’immaginifico cinematografico e la musica non è solo suo contraltare ma linfa vitale, imprevedibile e tangibile.
Una di quelle esperienze che, ancora, si può fare solo dal vivo.
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