‘The Road Trip’ : questo matrimonio non s’ha da fare
Nella rom-com di Paramount+ il viaggio è fisico ed emotivo. Passato e presente si incontrano in un intreccio che cerca di far rivivere il mito amoroso sospeso ma mai finito
Su Paramount+ la nuova serie romantica The Road Trip. La rom-com è tratta dall’omonimo romanzo di Beth O’Leary ed è creata da Matilda Wnek e Ryan O’Sullivan. Prodotta da Paramount, la commedia, vede tra i protagonisti, Emma Appleton, Laurie Davidson, David Jonsson e Isabella Laughland nota per la saga di Harry Potter.
Il TRAILER – The Road Trip
Sinossi – The Road Trip
Addie (Emma Appleton), a bordo del suo mini camper, intraprende un viaggio insieme a sua sorella Deb (Isabella Laughland) verso la Spagna per partecipare al matrimonio del suo ex, Dylan (Laurie Davidosn). Eventi inaspettati costringono Addie a condividere il tragitto proprio con il promesso sposo, il migliore amico di questi Marcus (David Jonsson) e uno sconosciuto.
L’interno e l’esterno – The Road Trip
Nel volume di Roberto De Gaetano, Le immagini dell’amore, il critico parla del “tra-due”, quello spazio vuoto che consente a una coppia, fidanzati, sposati o separati, di attingere a una dimensione di scarto che allontana l’illusione del singolo di possedere il partner, permettendo ai due innamorati di reperirsi tra un se stesso e l’altro. In The Road Trip, la nuova serie inglese di Paramount+, tale “tra-due” è quello spazio vuoto e pieno del mini camper della protagonista, Addie, un mezzo che attiva varie componenti: immersioni temporali, road-movie, e ricomposizione del quadro romantico.
La serie inizia da una rassegnazione: la protagonista vuole dimostrare al suo ex cosa ha perso lasciandola e decidendo di sposare un’altra. In mezzo, ossia nel lato intrecciato e collaterale della serie, The Road Trip inserisce l’assenza di vuoto di Addie che durante la narrazione deve rapportarsi con la verità della sorella, Deb, la quale, spinta dalla compagna, vuole far cessare l’appoggio post rottura, con l’intento di far traslocare Addie dal loro nido d’amore. In questa forma intreccio, il mini camper assume in primis due fasi: il luogo degli eventi inconsapevoli e imprevisti che impongono agli ex amanti una difficile convivenza mediante il viaggio, e il transfert nel passato.
Il “tra-due” dell’amore
Lo schema della serie è di facile comprensione: ogni episodio viene diviso in due parti. Da un lato il presente nello spazio stretto del mini camper che impone Addie e Dylan a odiarsi per poi risolvere situazioni pregresse, e dall’altro l’ampia finestra sul passato in cui in maniera abbastanza esplicita il racconto si concentra sulla loro conoscenza; la relazione occulta con un Dylan già promesso sposo, e l’attivazione di un sistema corale di personaggi che fa rientrare la serie Paramount nel genere sit-com vicino a titoli come Friends.
Quindi, mentre nell’interno si litiga per poi riflettere sulla fine di una storia d’amore, è nell’esterno del flashback che il “due” di Roberto De Gaetano si unisce al “tra”. Addie e Dylan partono già da una situazione di non risolto, qualcosa di sospeso che deve essere approfondito attraverso il camper, lo spazio vuoto e pieno dove il desiderio mantiene viva l’immagine idealizzata dell’amore.
La persona giusta nel momento sbagliato
Nei primi due episodi di The Road Trip, il meccanismo di serie è palese quanto convincente. I due protagonisti, nel presente e nel passato, cercano di rispondere al quesito dell’attimo temporale che non hanno colto. Si sono conosciuti nel momento sbagliato o in quello giusto ma non avendo il coraggio di rischiare e quindi innamorarsi per davvero? Domande che i due eroi romantici si pongono nel flashback per poi rispondersi con alterne fortune nel presente del mini camper. Addie e Dylan, dovendosi sopportare prima di arrivare al tragitto spagnolo, passano da una tregua in forma di amicizia al flirt che fa riemergere vecchie ruggini ma anche passioni mai sopite.
Nel genere della rom-com classica, The Road Trip appare originale per come viene ricostruita la loro relazione. La serie usa i frammenti del passato interrotto cercando nel mini-camper di ricostruire un legame. Il flashback è un macigno, un buco profondo che entrambi non riescono a superare ed è però quel ricordo di non risolto, di aver lasciato le cose a metà, che rigenera quell’attimo che hanno perso con ciò che devono riuscire a cogliere nel presente.
Se nel primo episodio la divisione tra ieri e oggi può essere interpretata a prima vista come una interruzione forzata della narrazione, tale dinamica nel secondo episodio diventa funzionale per comprendere il nuovo rapporto che si crea tra Addie e Dylan nel mini-camper.
La rom-com tra presente e passato
Complice, in questo, anche una struttura episodica che attraverso vari ed efficaci plot-point riattiva continuamente il desiderio tra i due; il camper sembra che non voglia proprio partire, diventando oggetto di impedimenti logistici (un incidente d’auto) o strutturali (il motore che si rompe). In The Road Trip tutto è sapientemente miscelato in favore dell’intesa dei protagonisti, per i quali, tra sguardi taglienti e confessioni sul passato, pian piano il “tra” del camper rimane immobile costringendo al “due” di evolvere nella miccia accesa della rom-com seriale.
La scrittura inglese, a prescindere se si tratti di un procedurale poliziesco o di uno sci-fi alla Doctor Who, ha sempre dimostrato come l’idea sia più importante dei mezzi per realizzarla. E The Road Trip non solo si dimostra in linea con la capacità della british television di rinnovarsi costantemente, ma certifica anche come da un semplice interno e un viaggio si possano dipanare mondi e traiettorie narrative impensabili. E nel caso di Addie e Dylan l’incontro con l’altro, prima perso e poi ritrovato, assume la forma di un’avventura inattesa. Quella dell’amore che non finisce mai.