Distribuito da Notorius Pictures, in sala dal 6 marzo, Il Nibbio racconta i 28 giorni del rapimento della giornalista Giuliana Sgrena a Baghdad nel 2005 e dell’impegno dell’Alto Dirigente del SISMI, Nicola Calipari, al fine di farla riportarla a casa sana e salva. Tratta da una storia vera, la pellicola porta la firma di Sandro Petraglia, mentre in cabina di regia troviamo Alessandro Tonda (The Shift). Protagonista un trio di attori eccezionali: Claudio Santamaria, Sonia Bergamasco e Anna Ferzetti.
Il Nibbio è una coproduzione italo belga Notorious Pictures con Rai Cinema e Tarantula, in collaborazione con Netflix e Alkon Communications e il supporto del fondo regionale Wallimages, con la speciale collaborazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il supporto dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (AISE), della Polizia di Stato, la Prefettura di Roma, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Ambasciata italiana in Marocco e con MedOr Leonardo Foundation come partner culturale.
Il film è sostenuto anche dal Centre Cinematographique Marocain e dall’ Ambasciata del Regno del Marocco in Italia.
Il Nibbio | La trama
Nicola Calipari (Santamaria) lavora al SISMI, il Servizio informazioni e sicurezza militare, in qualità di Alto Dirigente. Integerrimo, appassionato e preparato, Nicola è anche un padre di famiglia e un marito affettuoso. La sua vita si divide tra momenti in famiglia – sempre troppo pochi – e missioni in tutto il mondo, da cui dipendono le sorti del mondo intero.
La mattina del 4 febbraio 2005, mentre è in partenza per le tanto attese vacanze con la moglie Rosa (Ferzetti) e i ragazzi, riceve una telefonata dal direttore del SISMI (interpretato da Antonio Zavatteri). La giornalista de Il Manifesto, Giuliana Sgrena (Bergamasco), è stata rapita poche ore prima a Baghdad e c’è bisogno del suo aiuto per risolvere la situazione nel miglior modo possibile.

Iniziano così i 28 giorni – raccontati in flashback – durante i quali Nicola farà di tutto per portare in salvo l’ostaggio, senza spargimenti di sangue e mantenendo intatto un precario equilibrio politico.
L’etica che dovremmo cercare e seguire
Titoli come Il Nibbio meriterebbero di trovare un canale privilegiato di diffusione, che si unisca all’uscita nelle sale cinematografiche e riguardi magari le scuole o rassegne incentrate su determinati temi. Alla sua prima prova importante dietro la macchina da presa, Tonda realizza un prodotto di genere che sfrutta la perfetta sceneggiatura di Petraglia per raccontare un pezzo di storia italiana (e non solo) importantissimo.
La costruzione dell’atmosfera, tra la tensione dei primi minuti e quella crescente via via che gli eventi procedono, fa da guida anche al ritmo. Sebbene registicamente si ravvisi uno stile televisivo, sottolineato da un utilizzo didascalico della musica – soprattutto sul finale – resta il valore intrinseco del personaggio protagonista e delle sue vicende.

Nicola Calipari rappresenta un essere umano dai saldi e preziosi principi, un uomo che crede in quello che fa e che sacrifica tanto in nome di un’etica che oggi fatichiamo a rintracciare. Raccontarne la figura e le gesta, anche se solo parzialmente, dà modo così di riflettere sul momento storico e su quanto importante sia avere una coscienza, una voce e la determinazione nel seguirle.
*Sono Sabrina, se volete leggere altri miei articoli cliccate qui.