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In Sala

‘Amiche mai’: Maurizio Nichetti, ventitré anni dopo e non sentirli

Il regista racconta il suo road-movie al femminile, che ironizza sulla diversità e le tecnologie, trattando col sorriso temi seri come il cambiamento climatico. Nelle sale dal 27 febbraio distribuito da Filmclub Distribuzione by Minerva Pictures.

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Non ha perso la sua verve ed il suo anticonformismo Maurizio Nichetti (classe 1948), nonostante la sua macchina da presa (oggi digitale) non girasse un film da ben 23 anni. L’autore geniale di film come Ratataplan, Ladri di Saponette, Volere Volare, non si smentisce, nonostante il tempo trascorso, e torna sul grande schermo con Amichemai, un film scritto e co-sceneggiato dal regista con Angela Finocchiaro e Cristiana Mainardi, che coniuga ironia, commedia, green, road movie e meta-cinema in un modo fiabesco e scanzonato, nella tipica cifra stilistica di Nichetti.

Accanto a lui, in questa nuova avventura, l’attrice Angela Finocchiaro, musa ed amica di Nichetti dagli anni Settanta – resa nota proprio dal successo di Ratataplan nel 1979 – con la quale il regista ha mantenuto sempre un sodalizio umano e professionale, e Serra Ylmaz, la simpatica attrice turca nota per i tanti film girati con Ozpetek.

Dopo essere stato presentato in anteprima assoluta al 42° Torino Film Festival, nella nuova sezione dello Zibaldone, il film, una coproduzione Italo-Slovena, prodotto da Isabella Cocuzza e Arturo Paglia per Paco Cinematografica e da Loka Film, con il contributo di Friuli Venezia Giulia Film Commission-PromoTurismoFVG, arriva nelle sale italiane il 27 febbraio, distribuito da Filmclub Distribuzione by Minerva Pictures.

Già l’espediente narrativo su cui si basa Amichemai – la storia di un regista indipendente (interpretato dallo stesso Nichetti e suo alter-ego), che presenta l’anteprima del suo film al pubblico e alla critica, quasi scomparendo tra la folla durante l’evento, e dopo aver superato mille imprevisti durante le riprese- racconta le perplessità e le contraddizioni vissute da Nichetti rispetto alla realizzazione di un nuovo film, dopo tanti anni, e svela le difficoltà e le motivazioni di un silenzio cinematografico prolungato così a lungo. Ma, in fondo, anche la gioia e l’entusiasmo di essere tornato a girare, nonostante tutto, quasi si trattasse di un nuovo inizio, come racconta Nichetti stesso.

“Tornare a girare un film dopo più di vent’anni per me è stato un po’ come girare una seconda opera prima. Stessa ansia, stesse incognite, stesso entusiasmo. In vent’anni è cambiato tutto nel mondo dello spettacolo, nel modo di vedere i film e di girarli. Per questo il solo pensiero di ricominciare mi ha stimolato molto. Come con Ratataplan, il mio primo lungometraggio, mi sono fatto guidare dall’istinto più che dal mestiere e il film, oggi come allora, è nato, giorno dopo giorno, si è sviluppato come ha voluto, è uscito dalla sceneggiatura per farsi contaminare dalla vita che abbiamo vissuto in questi ultimi anni. Pandemia, guerre, cambiamenti climatici dalle catastrofiche conseguenze, il tutto raccontato da una Rete sempre più presente che ci raggiunge, ovunque e comunque, con mille post frenetici, pillole d’informazione che calamitano sempre la nostra attenzione”.

Amichemai: attrici on the road, che bucano lo schermo

Protagoniste incontrastate del film sono le due bravissime attrici Angela Finocchiaro e Serra Yilmaz, fin dalle prime scene coinvolte, con i loro personaggi, in un acceso e spesso esilarante confronto dialettico ed esistenziale: la prima riveste i panni di Anna Ricca, una veterinaria appassionata la cui vita si divide tra la gestione della fattoria e i molteplici ruoli familiari che la portano ad essere, di volta in volta, una moglie innamorata, una figlia affettuosa, una madre ansiosa, una nonna paziente (vivono infatti con lei la figlia medico e la nipotina). La seconda, nel ruolo di Aysè Yildirim, di origini turche, coetanea di Anna, è la badante premurosa e un po’ invadente di Gino, il padre di Anna, costretto sulla sedia a rotelle a causa di un ictus: Aysè nasconde più di un segreto ed è sospettata di raggirare l’anziano signore per ottenere benefici testamentari.

Anna gestisce la famiglia completamente da sola, dal momento che suo marito si trova in Bulgaria da anni per lavoro (almeno così dice lui) e si fa sentire pochissimo (nelle fantasie di Anna è sempre vestito da sposo), mentre Aysè ogni giorno si atteggia a vera e propria “padrona” della casa, portando Anna all’esasperazione. Questa storia è una storia comune che molte famiglie conoscono, vissuta dalle due donne tra nervosismi, gelosie e sospetti inevitabili, sino a quando Gino muore all’improvviso, e Anna spera di potersi finalmente liberare di quell’estranea per lei insopportabile.

Le due donne sono costrette a gestire la morte imprevista di Gino ed il suo lascito testamentario, e ad affrontare insieme un improbabile viaggio on the road, su un pick-up giallo, attraverso i Balcani, per riportare Aysé in Turchia e, con lei, l’eredità lasciatale da Gino: un vecchio letto con una testata in legno intarsiato. Anna con l’occasione deciderà di fare una piccola deviazione e di passare anche in Bulgaria per fare una “sorpresa” a suo marito Angelo, bloccato laggiù da diversi anni.

Le due donne affronteranno così un viaggio che da Trieste, attraverso Slovenia, Serbia e Croazia (e le loro bellezze naturali, con un affondo importante sui cambiamenti climatici che impediscono al regista di girare le ultime scene del film a causa di tempeste e cicloni improvvisi), in 1500 chilometri e 15 ore di viaggio cambieranno completamente la vita di Anna liberandola dai fantasmi di un matrimonio idealizzato e creando una relazione nuova con Aysè che, lontana dal suo ruolo di badante/padrona, dimostrerà di avere una sensibilità e delle finalità molto diverse da quello che Anna immaginava e, soprattutto, un rapporto con gli uomini per nulla sottomesso.

“Mi è tornata la voglia di fare cinema quando, nel 2019, Angela, con la quale ci conosciamo da una vita, è venuta a casa mia e mi ha detto ‘perché non facciamo un altro film insieme?’ –  prosegue Nichetti in conferenza stampa – all’inizio sembrava una battuta poi, dopo due o tre volte che me lo ripeteva, ci ho pensato sul serio. Ma sapevo già delle difficoltà di trovare i soldi quindi ho pensato a un piccolo film a basso costo, con protagoniste due donne che viaggiano in macchina, un road movie”. Poi è scoppiato il Covid, tutto si è fermato e non si poteva più viaggiare: alla ripresa il regista si è affidato ai tanti mezzi virtuali oggi a disposizione ma Angela voleva guidare il pick-up e l’ha posta come condizione ‘se non guido, non recito’, e così ha veramente guidato per 1500 chilometri, attraverso i Balcani, sempre impeccabile ed in perfetta forma. “

L’incontro con Serra Ylmaz

Nichetti racconta l’incontro con Serra Ylmaz, che prima non conosceva, e di quando con Angela Finocchiaro, sono andati a trovarla nella sua casa vicino a Firenze per parlare del film ed è stata immediata la simpatia reciproca per essere stati invitati a pranzo da Serra, perché c’erano ‘gli avanzi di una festa della sera prima’, in realtà una quantità incredibile di specialità turche buonissime.

“Non era facile trovare l’attrice da mettere a fianco di Angela che è un’attrice che ha una forte personalità di commedia, ed era difficile trovare qualcuno che facesse coppia con lei senza, come dire, perdere ritmi. Quando siamo arrivati a casa sua c’era un vero e proprio buffet regale. E Serra dice: ‘ma no, non preoccupatevi, sono gli avanzi di ieri sera, perché c’era una festa turca a casa mia’, E con questa battuta, a parte che era tutto squisito e che abbiamo mangiato e non abbiamo parlato del film, ma di tutt’altro, è partita una simpatia esagerata, era un film nel film, infatti sono tornato e ho detto, ‘è perfetta, ma è perfetta nella vita’”.

Le due attrici riempiono lo schermo delle loro scaramucce, risate, litigi, con incredibile naturalezza tanto da sembrare che ci sia una buona dose di improvvisazione, in realtà limitata, ha raccontato il regista, solo ad alcune scene per via dei tempi stretti e, aggiungiamo noi, di un copione molto ben scritto unito al talento delle attrici.

Content creator e cellulari: nuove tecnologie e cambiamenti climatici

Che Maurizio Nichetti mantenga il gusto di inserire trovate originali, mai scontate, lo si evince anche dalla presenza, nel cast del ‘film nel film’,  di due content creator – nella realtà due giovanissime e brave attrici, Gelsomina Pascucci e Pia Paoletti, le quali, eccitatissime, seguono passo passo la storia dal riquadro di un cellulare e riprendono e documentano tutto quanto avviene sul ‘set’, informando in tempo reale i loro followers in continua crescita (e gli spettatori di Amichemai) dell’evolversi delle riprese e delle vicende di protagonisti.

Nichetti si diverte ad usare i telefonini con una funzione narrativa, riportando nel film quelle che sono le contraddizioni e le realtà del nostro quotidiano:

“Ho sempre lavorato con i monitor – racconta il regista – in pubblicità anche negli anni Settanta questa tecnica si usava perché dovevamo far vedere quello che giravamo anche a chi era intorno al regista. Cosa è successo oggi? Che non c’è il monitor vicino alla macchina da presa, intanto perché non c’è più la macchina da presa ma c’è una macchina digitale. Secondo perché, per vedere le immagini, la macchina digitale non deve essere più collegate a un monitor dato che va in rete con tutti i device che ha in mano chiunque nella troupe, anche il ragazzo che corre a prendere il caffè ha il telefonino che vede quello che il regista sta girando. Per cui è un mondo pazzesco: io avevo fatto gli split screen e con Splash già mi divertivo, però adesso lo split screen è naturale per via dei telefonini. La storia di Anna e Aysè, le protagoniste di Amichemai, avrebbe potuto essere girata anche cinquant’anni fa, perché è costruita su situazioni e sentimenti classici, sempre attuali e riconoscibili, ma solo oggi ha potuto essere ripresa con la follia di una tecnologia che continua a giocare con il vero e con il falso, invertendone spesso i valori.”

Dunque, pur affascinato dalla tecnologia nel suo uso corretto, Nichetti non ne ama l’invasività esasperata e l’utilizzo parossistico, come ad esempio quello degli onnipresenti droni che l’alter ego di Nichetti, nel film, mostra chiaramente di detestare e, pur imposti dalla produzione, li distrugge saltandoci sopra (e commenta fuori scena: ‘i droni hanno avuto quello che si meritavano’).

In questo senso, e anche in modo più dichiaratamente ecologico, il film di Nichetti richiama con forza anche alle conseguenze dei cambiamenti climatici che, mentre viene girato il meta-film, delineano scenari quasi apocalittici che bloccano le riprese, mentre nella produzione reale impediscono a Nichetti di girare una scena prevista sul lago ghiacciato, per mancanza di ghiaccio.

“A dire la verità dopo tanti anni non mi ricordavo più perché avevo smesso di fare cinema – conclude Nichetti – adesso che stiamo uscendo me lo sono ricordato. Perché è molto difficile fare delle cose che vuoi tu, che non siano condivise da uno streaming scontato (certe volte lo scontato è anche bello): io dico che quando vado al cinema mi piacerebbe sempre essere sorpreso da un film. E purtroppo quando tu cerchi di sorprendere in una sceneggiatura è difficile che ti aprano le porte come dire, le televisioni, i network, le piattaforme, perché sanno qual è il prodotto che va bene a loro, giustamente. E allora tu devi difendere un film. Ma questo io l’ho sempre fatto dai tempi di Ratataplan.

A un certo punto dici, ma vale la pena di metterci sette anni per fare un film e poi avere anche problemi a farlo uscire? Poi la gente quando lo vede è contenta, ma è talmente difficile arrivare al pubblico e oggi forse è più difficile ancora. La cosa che mi spiace molto, devo dirvi la verità, e che mi succede più adesso di una volta è che quando le persone sanno che sta uscendo un nuovo film mi dicono: “ah che bello, dove lo vediamo? Sulla Rai?” – e io dico no, no, sono imbarazzato – “allora su Mediaset, o Sky? esce su Amazon su Netflix?” – e io no, no – “e dove esce allora?” – beh, dovrebbe andare al cinema perché se esce, esce in una sala cinematografica, e loro “ah, peccato, aspetterò che arrivi in televisione”…questa è la tragedia, questa è l’ultima scena del film (non raccontatela) ma il regista non è neanche sul Red Carpet, se lo sono dimenticato…allora io questa disperazione la voglio raccontare con un sorriso, ma non col magone. Comunque se questo film vi è piaciuto, fate il passaparola: abbiamo bisogno del vostro passaparola e anche di tutto il vostro affetto perché siamo come i panda, in via di estinzione, e i panda si curano anche con l’affetto…”

A completare il cast anche Luca Lombardi (Sette ore per farti innamorareIl giorno più bello del mondo), Astrid Casali (L’uomo sulla stradaAmerica Latina) e le già citate giovani interpreti Gelsomina Pascucci (Giorni feliciGli immortali) e Pia Paoletti (Anna Frank, diario di una ragazza innamorata della vita).

  • Anno: 2024
  • Durata: 90'
  • Distribuzione: Filmclub Distribuzione by Minerva Pictures.
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Italia/Slovenia
  • Regia: Maurizio Nichetti
  • Data di uscita: 27-February-2025