Approda su Disney+ una delle serie più in viste degli ultimi anni, Le regole del delitto perfetto ( titolo originale How to Get Away with Murder ). Il legal drama, trasmesso per ben 6 stagioni dalla ABC, vede come creatore Peter Nowalk e come produttrice Shonda Rhimes la potente showrunner della tv americana autrice di Grey’s Anatomy e Scandal. Il thriller, acclamato dalla critica, ha ottenuto nel corso delle sue stagioni i maggiori riconoscimenti per la sua protagonista Viola Davis con 1 Emmy e 2 Screen Actors Guild Awards. Nel cast oltre alla Davis anche Alfred Enoch, Jack Falahee, Aja Naomi King e Liza Weil.
Il TRAILER – Le regole del delitto perfetto
Sinossi – Le regole del delitto perfetto
Il carismatico avvocato Annalise Keating (Viola Davis) , docente di diritto penale alla prestigiosa Università di Filadelfia (la Middleton University), sceglie ogni anno cinque ragazzi del suo corso i “Keating Five” per assisterla nei suoi casi giudiziari assieme ai suoi associati Bonnie Winterbottom e Frank Delfino. Ben presto i suoi studenti si renderanno conto di essere dentro un gioco di manipolazione e di crimine.
Il delitto come sospensione del libero arbitrio – Le regole del delitto perfetto
La serie della Rhimes è in sostanza un unicum, un caso seriale che nel 2014 pose interrogativi sul cambiamento dell’evoluzione dello schema televisivo visto fino a quel momento. Gli anni de Le regole del delittoperfetto sono quelli post Breaking Bad e Lost, strutture complesse basate su antieroi maschili e incentrate sulla cosiddetta complex tv: storie orizzontali e piene di episodi autoconclusivi. Invece la serie della Rhimes ha il merito di aver creato non solo uno dei personaggi femminili più disturbanti e manipolatori della storia della tv, ma anche di aver recuperato una struttura ambigua densa di verticalità e di intrattenimento figlia del miglior procedurale generalista.
Fin dal suo esordio, Le regole del delitto perfetto si caratterizza per una narrazione fluida che, in linea con il marchio di Shonda Rhimes, cerca di concentrarsi sul melodramma dei suoi personaggi, trattando l’evento cardine, in questo caso l’omicidio, come un pretesto per mettere in relazione Annalise e i suoi studenti con un intreccio melodrammatico. Non è di certo nuova la Rhimes a una dinamica di questo genere. In Grey’s Anatomy, oggi una soap-opera a tutti gli effetti, la vita frenetica del medical drama è un’atmosfera che permette a dottorandi e medici di esplorare le proprie pulsioni amorose. Sullo stesso versante è un’altra serie della showrunner americana, Scandal, che usa le crisi internazionali della politica americana per esplicare una sorta di rom-com tra la lobbista Olivia Pope (Kerry Washington) e il Presidenti degli Stati Uniti d’America.
La soap-drama della tv generalista
Quindi attraverso uno schema abbastanza ripetitivo e famigliare, Le regole del delitto perfetto si concentra sulla figura di Viola Davis, la temibile Annalise Keating. Nel corso della serie la brillante avvocata fa più ruoli e più volti. È un personaggio borderline il suo, a metà tra il cattivo della storia e l’antieroina sempre pronta a redimersi ma senza mai volerlo veramente. La Keating mette in moto un gioco psicologico e manipolatorio subito dai suoi studenti, e nel quale i vari casi giudiziari si muovono come un procedurale, con la vita della serie che è incentrata sulla cessazione del libero arbitrio.
Annalise Keating esegesi di un’antieroina
L’omicidio che alla fine della prima stagione coinvolge il co-protagonista Wes, pupillo dell’avvocata-insegnante, è dentro un processo che mira a tenere unito un segreto, un delitto perfetto che mantiene tutti a galla e dove ogni imperfezione significa sprofondare nel baratro della colpa e della legge. La serie, se si sospende un attimo il giudizio sul suo linguaggio frivolo e semplicistico, non annienta il libero arbitrio ma lo pone dinnanzi ad una scelta non individuale ma collettiva. La Keating tiene tutti sospesi, manipola i ragazzi, alle volte cerca di spargere dissidi e contraddizioni tra di loro ma al solo fine di mantenere il controllo sulla situazione e un omicidio che deve rimanere perfetto.
Viola Davis, nella sua interpretazione, sviluppa un’antieroina ambigua nei cui confronti ci si immedesima mantenendosi però ad una certa distanza. È fragile Annalise ma nel contempo calcolatrice. Stringe rapporti con la mafia e costringe psicologicamente i suoi studenti a fare sesso tra di loro. La relazione vessatrice con la madre e una vita di abusi con il marito traditore e violento, sono l’inizio della scrittura di un personaggio che vive di fasi alterne. Vittima di un sistema patriarcale e dittatrice di un suo personale universo ginecocratico. La novità di una femme fatale di questo calibro non risiede nella sua originalità , ma nel fatto che sia andata in onda su una rete generalista come la ABC poco incline a rappresentazioni femminili di questo livello. E il lato amaro e apparentemente dolce della Keating si iscrive nella sua paura più grande: far traballare il suo delitto perfetto.
La struttura della serie
Le regole del delitto perfetto fa della propria linearità il suo merito principale, riuscendo grazie alla sua struttura a rendere percepibili situazioni, eventi, conflitti e la conseguente evoluzione del concept. Ogni stagione si apre con l’occultamento di un cadavere da parte degli studenti della Keating, e la sua estetica è direzionata a rendere fin da subito riconoscibile la temporalità della serie; i flashback e i vari cold open , dipinti col classico colore blu, distinguono il preambolo del passato dalla linea del presente. E Le regole del delitto perfetto, nella sua attesa di dare una soluzione alla sua apertura, è nel mezzo, ossia nel presente, che concentra abilmente il suo inquadramento.
La serie della Rhimes difatti si caratterizza per come usa e fa sua la verticalità. Se da una parte è forte, almeno nelle prime stagioni, il normale procedurale giudiziario, dall’altra è ugualmente preminente l’atteggiamento da guilty pleasure sentimentale. Una delle cifre dello show ABC è coniugare il thriller, gli inganni della Keating con una dimensione da intreccio soap che a volte coinvolge le vicissitudini famigliari di Wes e altre la componente romantica della stessa Davis. Lo schema quindi si palesa fin da subito: prendere l’evento criminoso e attorno ad esso sviluppare una narrazione che tra manipolazioni e colpi di scena insiste su una tv romanzesca al limite dell’inverosimile, sulla scia di altri prodotti di Shonda Rhimes come le già citate Grey’s Anatomy e Scandal.
Un perfetto equilibrio tra legal drama e guilty pleasure
Come ogni serie che fa del meccanismo la propria riconoscibilità, in How to Get Away with Murder ricorrono ripetuti strumenti narrativi: la notte del falò, i consueti flashback e flashforward, spingendosi verso episodi autoconclusivi quando la narrazione vuole approfondire alcuni personaggi come avviene nella seconda stagione per Wes o il personaggio di Laurel interpretato da Karla Souza.
Le regole del delitto perfetto, nelle sue 6 stagioni, pone forte il tema dell’etica e della giustizia ricordandoci il confine labile tra legge e moralità. La serie ABC, utilizzando generi propri dell’intrattenimento spicciolo come il melò e il guilty pleasure, raggiunge uno dei suoi obbiettivi celati dietro la forma: creare una tv a suo modo complessa attraverso meccanismi generalisti.