Lo scorso 17 gennaio ha compiuto 63 anni uno dei migliori attori della sua generazione, che negli ultimi tempi ha una carriera pressoché ferma, se non per qualche piccolo ruolo.
James Eugene Carrey, nato a Newmarket (Canada), conosciuto internazionalmente come Jim Carrey, ha dominato le scene negli anni ’90. Tanti sono i ruoli iconici, specialmente comici, per i quali viene ricordato. Negli ultimi 10 anni ha lavorato solo a cinque film (tre dei quali sono la trilogia di Sonic). Sembra opinione comune che la sua interpretazione del Dr. Robotnik, antagonista del riccio alieno blu, sia il vero punto forte di questi film. Ma allora, perché un attore tanto talentuoso, si vede ultimamente così poco sul grande schermo? Rivediamo insieme i momenti più importanti della sua carriera.
Nato per lo spettacolo
Jim Carrey è nato da una madre casalinga e da un padre contabile. La sua famiglia è cattolica e lui è il più piccolo di quattro figli: ha un fratello e due sorelle maggiori.
Durante la sua infanzia deve affrontare gravi situazioni familiari: quando il padre perde il lavoro e la famiglia si ritrova a vivere all’interno di un furgone, Jim ha solo 12 anni. Nel maggio del 2014, in un discorso agli studenti alla Maharishi University of Management di Fairfield, Iowa, ha ricordato questi momenti. L’attore ha raccontato che suo padre avrebbe voluto fare il comico, ma che aveva scelto una professione più sicura, ovvero da contabile, per poi ritrovarsi senza lavoro con una famiglia a cui badare. Carrey, che per l’occasione ha ricevuto una laurea honoris causa, ha detto agli studenti:
“Ho imparato tante lezioni da mio padre, non per ultimo il fatto che puoi fallire anche in ciò che non vuoi fare, quindi tanto vale rischiare tentando di fare ciò che ami.”

Cosa voleva fare, lui, lo sapeva bene: a dieci anni Jim manda il suo curriculum al The Carol Burnett Show, programma composto da vari sketch comici. Fin da bambino, il futuro re della commedia voleva intrattenere, passando le giornate a far divertire il suo pubblico, che fosse la sua famiglia o i suoi compagni di classe.
A 16 anni abbandona la scuola e inizia a lavorare nei club come imitatore comico, l’anno successivo si trasferisce a Los Angeles. Qui, Carrey stringe amicizie con diversi comici, apre spettacoli per altri e partecipa a vari programmi televisivi. Prendendo parte allo show della Fox In Living Color si fa conoscere davvero e nel 1983 debutta al cinema nel film Introducing… Janet. Successivamente ottiene ruoli in altre pellicole, tra le quali Peggy Sue si è sposata (1985) di Francis Ford Coppola e Se ti mordo… sei mio (1985) di Howard Storm.
Il 1994: tre ruoli iconici
Nel 1994 arrivano tre film, oggi cult, che svolteranno per sempre la sua carriera: The Mask di Chuck Russell, Ace Ventura – l’acchiappanimali di Tom Shadyac e Scemo & più Scemo di Peter Farrelly.

The Mask è stato, tra i tre, il più apprezzato dal pubblico e dalla critica. Segue le avventure di Stanley Ipkiss, un banchiere timido e di buon cuore, che un giorno trova una maschera dai poteri magici. Indossandola si trasforma in una versione inarrestabile di sè, dotata di capacità simili a quelle dei personaggi dei cartoni animati. Grazie alla possibilità di andare contro le leggi della nostra realtà, ritroverà la fiducia in se stesso e tenterà di conquistare la bellissima Tina Carlyle (Cameron Diaz)… ma si caccerà anche in tanti guai.
The Mask è una rivisitazione del tema del doppio fresca e divertente, perfetta per tutte le età. Lo stile fumettistico è attualissimo e l’interpretazione resta una delle migliori della carriera di Jim Carrey. L’attore riesce a muovere il proprio corpo e soprattutto i propri muscoli facciali come se fosse un vero cartone animato.
Ace Ventura – l’acchiappanimali, seguito l’anno successivo da Ace Ventura – Missione Africa (di Steve Oedekerk), è probabilmente il film più divertente della sua carriera. Ace Ventura gira il mondo per salvare gli animali in difficoltà: nel primo deve ritrovare il delfino mascotte di una squadra di football, nel secondo un Cacatua, sacro per la tribù dei Kakati. Questi film uniscono le sorprendenti indagini a delle gag esilaranti, nelle quali Carrey dà il meglio di sé. Anche oggi guardandoli è impossibile non ridere ogni due minuti.

Scemo & più scemo, poi, è uno dei film comici più famosi della storia del cinema. Lloyd Christmas (Jim Carrey) e Harry Dunne (Jeff Daniels) sono un duo di amici e coinquilini completamente scriteriati, come annuncia il titolo. Il film è un road movie demenziale, con qualche elemento d’azione, che coinvolge i due protagonisti nelle più svariate avventure. La coppia Carrey/Daniels funziona perfettamente, Lloyd e Harry conquistano lo spettatore con la loro ingenuità e sincera amicizia. Jim Carrey, notoriamente contrario ai sequel non necessari, ha dichiarato di aver rivisto il film e aver deciso così di accettare la proposta che riceveva da anni di farne un seguito. Nel 2014 è così nato Scemo & più Scemo 2, per la regia di Bobby Farrelly e Peter Farrelly. A spingerlo, racconta l’attore, è stato l’amore che legava i due amici sullo schermo.
Le commedie successive
Dopo i tre film del ’94, numerose sono le commedie che costellano la carriera dell’attore.
Nel 1995 è l’Enigmista del Batman Forever di Joel Schumacher. L’anno successivo è l’inquietante Chip nella commedia Il rompiscatole, con la regia di Ben Stiller. Nel 1997 è il protagonista del divertentissimo Bugiardo Bugiardo, diretto nuovamente da Tom Shadyac. Qui è Fletcher Reede, un avvocato che vive di menzogne costretto a dire la verità per 24 ore.
Nel 2000 collabora per la prima volta con entrambi i fratelli Farrelly in Io, me e Irene. Qui, Carrey dimostra nuovamente la sua bravura col diventare due persone in una. L’impacciato poliziotto Charlie vive ignorando ogni problema della propria vita e reprime ogni emozione negativa. Questo gli causa una schizofrenia che genera il suo alter ego cattivissimo: Frank, che inizierà a far rispettare anche Charlie.

Sempre nel 2000, Jim Carrey è il Grinch nell’omonimo classico natalizio di Ron Howard, tratto dal libro del Dr. Seuss. Per questo ruolo, l’attore si sottoponeva ogni giorno a circa tre ore di trucco. Oggi, il personaggio potrebbe sembrare ricostruito grazie alla computer grafica, ma Carrey ci teneva a renderlo assolutamente reale. Per questo, fu assunto un esperto in torture della CIA che gli insegnasse a restare immobile per tutte quelle ore di trucco. Il costume che indossa è in tessuto spandex, ricoperto di pelliccia di yak tinta con l’inconfondibile verde. L’attore racconta che per resistere durante l’attesa si ripeteva “lo faccio per i bambini”.

Nel 2003 interpreta Bruce Nolan, diretto ancora da Tom Shadyac, in Una settimana da Dio, con Morgan Freeman nei panni di Dio. Bruce è un buffo giornalista che ha perso ogni speranza nella vita e se la prende con il Padre eterno. Dio in persona, allora, decide di dargli tutti i suoi poteri per dimostrargli quanto sia difficile svolgere bene il suo lavoro. Le gag di questo film sono esilaranti, specialmente quelle con l’antagonista di Bruce, Evan Baxter, interpretato da un altro attore comico fenomenale: Steve Carell.
Nel 2004 è il folle conte Olaf di Lemony Snicket – una serie di sfortunati eventi, diretto da Brad Silberling, un film per l’infanzia di altissimo livello. Altri ottimi film per ragazzi con Jim Carrey sono A Christmas Carol di Robert Zemeckis del 2009 e I pinguini di Mr. Popper di Mark Waters del 2011. Il primo è un altro classico natalizio, tratto da un racconto di Charles Dickens. In questo film d’animazione interpreta ben quattro personaggi grazie all’uso della computer grafica. Nel secondo ha a che fare con sei pinguini in cgi che invadono il suo appartamento a New York.
Nel 2008 è anche protagonista insieme a Zooey Deschanel di una simpaticissima commedia romantica: Yes Man. Qui, Carrey interpreta Carl Allen, ispirato alla storia vera dell’umorista inglese Danny Wallace, narrata nel libro autobiografico dallo stesso titolo. Carl è un uomo scontroso e solitario, ma la sua vita verrà completata svoltata quando sceglierà di rispondere “Sì!” a tutte le occasioni che gli offre il destino.
La vera sorpresa: i ruoli drammatici
È evidente che nella sua carriera la comicità abbondi, ma è nei ruoli drammatici che Jim Carrey ci regala le sue migliori interpretazioni.

Nel 1998 è il protagonista di uno dei film più belli degli ultimi decenni, The Truman Show di Peter Weir. Qui, Carrey è un ragazzo, Truman, che scopre di essere stato chiuso dentro un set televisivo per tutta la vita. Tutte le persone intorno a lui sono attori e ogni suo movimento è stato trasmesso in diretta da quando è nato. Jim Carrey regge perfettamente la scena come assoluto protagonista, anche in un ruolo così difficile e malinconico.
Nel 2004 arriva Michel Gondry con Eternal Sunshine of the Spotless Mind, un dramma romantico con pretesti fantascientifici. Jim Carrey è Joel, che si fa cancellare dalla memoria, in una clinica di esperti, la sua ex fidanzata Clementine (Kate Winslet). Eternal Sunshine è un film complesso e poetico, Joel è un personaggio depresso, che parla lentamente e a voce bassa. Carrey racconta che quando girarono la pellicola non stava passando un bel momento nella sua vita e che Gondry gli chiese di “rimanere depresso per il ruolo”. Lontano dalle facce buffe e dai movimenti impressionanti, con Joel, Jim Carrey ci regala una delle migliori interpretazioni della sua carriera. Con Michel Gondry, l’attore ha lavorato anche alla serie tv Kidding (2018-2020), il suo ultimo ruolo drammatico finora e l’ennesima ottima interpretazione.
Nel 2007 torna a lavorare con Joel Schumacher per il thriller Number 23. Qui, interpreta Walter Sparrow, un uomo completamente consumato dalla paranoia, convinto che il numero 23 stia tormentando la sua vita. Non vediamo spesso l’attore in film di questo genere. Number 23 ha una sceneggiatura molto interessante e inaspettata, ma è da ammettere che questa non sia una delle migliori performance attoriali di Carrey.

Quello che è sicuramente il suo lavoro migliore, ad oggi, è la sua interpretazione di Andy Kaufman in Man on the moon (1999) di Miloš Forman. Andy è stato un comico statunitense, ricordato per la sua eccentricità, che ad ogni occasione spiazzava il pubblico con le più assurde circostanze, spesso cercando il conflitto. Jim Carrey ha completamente assorbito il personaggio, diventando Andy, uno dei suoi comici preferiti. Su Netflix trovate Jim & Andy: The Great Beyond, documentario che mostra il dietro le quinte di Man on the moon. Per anni questi retroscena non furono mostrati per evitare che il pubblico si facesse una cattiva idea dell’attore. Egli non smise di essere Andy neanche quando la macchina da presa si spegneva, rendendo il lavoro difficile a tutta la troupe, ma dando al film la migliore interpretazione possibile. Questo ruolo ha completamente cambiato la sua vita.
Cos’è successo a Jim Carrey?
Jim Carrey, come la maggior parte delle persone che si sacrificano per far divertire gli altri, ha sempre sofferto di depressione. Nel 2015, pochi giorni dopo la fine della loro relazione, la sua ex fidanzata, Cathriona White, è stata trovata morta. Questo avvenimento ha ulteriormente aggravato la salute mentale dell’attore.
Hollywood non è un ambiente facile da sostenere, specialmente per una persona così sensibile e che rifiuta ogni genere di regola. È per questo che, probabilmente, da anni ormai Carrey si vede poco sulle scene e dichiara spesso di volersi ritirare. Per il suo ultimo film Sonic 3, ha annunciato con la solita ironia e onestà di aver accettato di partecipare perché “aveva comprato troppe cose e gli servivano soldi”.

Jim Carrey è un artista a tutto tondo e il mondo ha sicuramente ancora bisogno di lui e della sua arte, che sia per strappare tante risate al pubblico o per farlo riflettere. È da ormai quasi 10 anni che non è il protagonista in un film. Mentre si rifugia nella pittura o in ruoli più leggeri, come quello nella saga live-action di Sonic, non possiamo che aspettare che si riprenda e sperare che torni a regalarci un’altra delle sue incredibili performance.