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Festival di Roma

‘On Falling’, precipitare nell’incubo moderno

In concorso al Festival del Cinema di Roma, la regista portoghese Laura Carreira esordisce con un dramma estremamente intimo e straziante, raccontando una tematica urgente della nostra contemporaneità

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On Falling

In concorso al Festival del Cinema di Roma nella sezione Freestyle, On Falling è l’esordio silenzioso ma straziante della regista portoghese Laura Carreira. Conta già svariate candidature e premi, come Miglior Regia alla 72esima edizione del San Sebastian Film Festival. Ma soprattutto il sostegno da parte del regista Ken Loachcon la sua casa di produzione Seexteen Film, insieme a BRO Cinema production. Nel cast, una formidabile Joana Santos.

On Falling, una vita come tante

Aurora, trentenne di origine portoghese immigrata in Scozia, lavora come picker in un magazzino. Le sue giornate non sembrano essere così interessanti: dopo il monotono turno di lavoro, torna nell’appartamento in condivisione con alcuni coinquilini, che vede a malapena. Sogna un nuovo lavoro, più stabile e ben pagato, ma anche una vita diversa, fatta di piccoli momenti di gioia e amore.

Un’erosione senza fine

L’angosciante e crudo esordio di Laura Carreira ha un intento forte e ben preciso: dare un volto all’ultimo anello della catena in processi che, nella nostra modernità accomodante e appagante, normalizziamo. Solo così possiamo provare empatia per gli invisibili e i silenziosi,  mentre una domanda riecheggia nella nostra mente durante tutta la visione: il lavoro nobilita davvero tutti gli uomini e le donne?

Provando a responsabilizzare lo spettatore di fronte a una vicenda così reale, il senso di colpa ci pervade. Aurora è il nostro topo da laboratorio, che osserviamo impazzire silenziosamente nella sua lenta disperazione tra gli scaffali eternamente grigi del magazzino. Perché non abbiamo mai creduto che “per loro” la vita fosse così soffocante e piena di solitudine, convinti che le pari opportunità siano davvero per tutti.

Carreira sembra attingere anche dalla propria esperienza personale, sostenuta dall’influenza di un regista come Ken Loach, noto per il suo impegno nel portare sullo schermo temi sociali di grande impatto. On Falling è, infatti, soprattutto il ritratto meticoloso di una giovane immigrata che cerca di costruirsi una nuova vita, ma viene schiacciata dal ritmo stagnante del suo lavoro, finendo per annegare. Ma in fondo questo è un dramma universale, una storia che potrebbe appartenere a chiunque, ed è ciò che ci fa più paura di questa pellicola.

Nessuna via d’uscita

Le giornate uggiose tipiche della Scozia non aiutano Aurora, immersa in un’esistenza fatta di continue rinunce. Durante i suoi turni, scanditi dal rumore del lettore di barcode e dalle ceste colme di prodotti raccolti tra gli scaffali, la protagonista rimane impassibile. Rassegnarsi è facile: anche se i ritmi di Aurora aumentano in efficienza, il suo sforzo viene ricompensato solo con qualche barretta di cioccolato e pochi, superficiali complimenti dai suoi superiori. Nelle pause, le conversazioni sono sempre le stesse: l’ultima serie su qualche piattaforma streaming e commenti sul cibo della mensa. Per un attimo, sembra trovare un contatto più caldo e accogliente con un collega, poco dopo apparentemente morto suicida.

Nell’appartamento dove vive non sembra andare meglio: le conversazioni ruotano attorno al pagamento delle bollette e ai sospetti di piccoli furti di cibo dalla dispensa. Un giorno si trasferisce nella casa Kris, un vivace autista polacco. Un piccolo spiraglio di luce calda sembra aprirsi nella vita di Aurora, che viene invitata da lui a cene condivise e serate al pub con gli amici. Ma quei momenti di apparente serenità non riescono a sciogliere la sua diffidenza. Pur desiderando nuove esperienze, Aurora fatica a vivere in modo naturale quei fugaci contatti con l’altro. Sembra che abbia ormai perso ogni idea e istinto alla socializzazione.

On Falling

Still from On Falling, by Laura Carreira

On Falling: il giusto a chi va?

L’alienazione di cui lo spettatore soffre durante tutta la pellicola a Carreira non basta: una eccelsa Joana Santos ci presenta un personaggio estremamente stratificato, di cui percepiamo l’immensa sofferenza non solo presente ma anche passata, pur non conoscendo nulla del suo vissuto. In questa narrazione apparentemente monotona e limitata, la regista inserisce volutamente delle sequenze-trigger: come quando durante una visita guidata all’interno del magazzino, un bambino lancia una caramella ad Aurora dall’alto, come un animale dentro una gabbia di qualche triste zoo abbandonato.

Intelligentemente Carreira, dopo averci fatto empatizzare con il personaggio e la sua storia, prova ad esaurirci passivamente. Impotenti, siamo carichi di rabbia ma fin troppo esausti per continuare a sperare che Aurora possa farcela. Silenziosamente, ci spegniamo insieme a lei.

Caduta libera nella modernità

Aurora comunque non demorde: un nuovo colloquio di lavoro l’attende per un futuro più stabile e quanto meno appagante come assistente sociale. E ci sembra una beffa a nostro danno quando, fiduciosi della nostra protagonista, la vediamo crollare inerme di fronte alla dolce recruiter. Perché Aurora è diventata un’esperta osservatrice, ma di fronte ad un colloquio mite non riesce a trattenersi né a fingere: non ha hobby, non ha amici, non va in vacanza; e paradossalmente, sembrano tutti requisiti fondamentali per conoscere qualcuno.

Chi più ci fa sperare e ci tortura sulla possibile rivalsa di Aurora, insieme a Carreira, è il Direttore della fotografia Karl Kürten. La camera segue meticolosamente ogni sguardo della protagonista tra infiniti primi piani che si susseguono, ma senza una risposta positiva. Aurora è imprigionata in questa realtà dai toni bluastri e grigi, come il terribile meteo scozzese che la circonda.

On Falling, un tunnel senza fine

On Falling è il crudo e sincero sguardo sulla modernità consumistica che ci avvolge, un racconto sulle conseguenze di un sistema economico che abbiamo sempre desiderato, ma di cui non avevamo calcolato il lato oscuro. Aurora non è solo alle prese con sé stessa e un’idea di felicità che sembra irraggiungibile: deve affrontare anche il continuo, assente riconoscimento e innumerevoli pressioni da parte dell’azienda per cui lavora, dove persino prenotare un giorno libero significa interfacciarsi con un’app macchinosa, senza alcun contatto umano.

Carreira non si limita a guardare le politiche sindacali e sociali della Gran Bretagna, ma risponde a un dramma universale. È una denuncia disarmante contro il falso neoliberalismo che ci circonda e un’economia che sfrutta i più deboli, un microcosmo di persone invisibili ai più. Un esordio potente che consolida la regista tra le voci della nuova generazione di cineasti contemporanei, impegnati a fondere cinema e attualità.

On Falling

  • Anno: 2024
  • Durata: 104'
  • Distribuzione: GoodFellas
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Gran Bretagna, Portogallo
  • Regia: Laura Carreira