Si è chiusa domenica 1 settembre il MICB 2024 (Mostra Internazionale del Cinema di Bracciano), festival giunto alla 3ª edizione. È organizzato dall’associazione di promozione sociale Gasp, dal collettivo Papermoon – cinema dalla carta alla luna e da Cultura Movens, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Bracciano e il patrocinio del Comune di Oriolo Romano.
Una due giorni ricca e partecipata, grazie alla presenza di un pubblico numeroso – quasi 600 persone tra le cinque sessioni di proiezione – e grazie agli autori e alle autrici delle opere in concorso, che hanno partecipato in presenza e in video-collegamento. Centrali i momenti dedicati alla tragedia che sta vivendo il popolo palestinese: prima con gli interventi di Maya Issa e Karim Farsakh, del Movimento Studenti Palestinesi, e poi con i giornalisti Al Hassan Selmi e Hamed Salim Ahmed Isbaita, che si sono video-collegati da Gaza raccontando l’orrore vissuto quotidianamente nella striscia.
32 le opere proiettate durante le giornate, tra animazione, sperimentale, finzione, screendance, documentari e videoclip musicali, alle quali si è aggiunto il cortometraggio The Conflict di Al Hassan Selmi, evento speciale.
Gli organizzatori:
“Vedere i registi arrivare dalla Finlandia e dalla Siria o video-connettersi dalle Filippine, dalla Lettonia e dalla Palestina è stato significativo. Così come la presenza di tanti giovani delle scuole, che si sono confrontati nella due giorni col cinema sperimentale e con opere più narrative, ma sempre con lo stesso interesse, ci ha reso felici e fiduciosi per il futuro”
MICB 2024: le opere premiate e le motivazioni
La Giuria, composta dalla Professoressa Stefania Parigi, dal regista Edgardo Pistone, da Silvia Moras, docente e ricercatrice, e da Roberto Baldassarre, storico e critico del cinema, ha assegnato il premio per il Miglior Cortometraggio a 5/3/0 di Danilo Stanimirović (Serbia), con la seguente motivazione:
Un’opera capace di raccontare la subdola prevaricazione maschile (adolescenziale e adulta) attraverso un racconto asciutto e una palpabile tensione emotiva. Una storia cupa, non solo per l’ambientazione notturna e il formato 4:3 che comprime i personaggi, in cui è possibile anche ravvisare uno spaccato della società serba post guerra civile, che ha incattivito gli animi delle persone.
La giuria ha assegnato, inoltre, due Menzioni Speciali. Una al film DUE di Matteo De liberato (Italia), con la seguente motivazione:
Due, ispirato a L’avventura di due sposi di Italo Calvino, racconta i ritmi quotidiani di un amore ostacolato dai turni di lavoro in fabbrica nell’Italia degli anni Cinquanta. L’autore rappresenta la solitudine e la mestizia di un’esistenza alienata, attraverso un uso espressivo della fotografia in bianco e nero e la soppressione quasi totale dei dialoghi. Contro i canoni convenzionali della spettacolarità e della narratività, il suo sguardo manifesta una forte impronta fenomenologica concentrandosi sul minimalismo dei gesti e dei comportamenti, sulla materia dei corpi e degli oggetti, sulla forza evocativa e simbolica dei suoni. Le dinamiche dello stile riproducono esemplarmente quelle del desiderio che non arriva mai a compimento per la continua sottrazione del corpo amoroso.
E una a Sette Minuti di Alessia Bottone (Italia), con la seguente motivazione:
Per l’utilizzo consapevole del materiale d’archivio inserito nel flusso narrativo in un calibrato equilibrio. Delicato e mai invadente accompagna in maniera emozionante i protagonisti del racconto contribuendo a completare il film che si distingue per un’attenzione meticolosa di ogni dettaglio.
Ha poi assegnato il Premio Adriano Aprà per il Miglior Cortometraggio Sperimentale a Terra Mater di Kantarama Gahigiri (Svizzera), con la seguente motivazione:
Per la pregevole composizione dell’immagine e per l’intensa complicità espressa tra messa in scena e sonoro che assumono anche un ruolo significativo nella definizione delle dinamiche narrative. Un corto potente e diretto, un grido di rabbia contro lo sfruttamento di una parte del mondo e del pianeta in senso più ampio.
Il premio per la Migliore Animazione è andato a In una goccia di Valeria Weerasinghe (Italia), con la seguente motivazione:
Per l’uso consapevole e suggestivo delle cromie, per come riesce a farne contributo espressivo decisivo in un’opera che dimostra consapevolezza e padronanza sia tecnica che narrativa. Il risultato è un lavoro che affronta con stile originale e sguardo acuto una tematica sensibile come quella dell’identità.
Il premio per il Miglior Lungometraggio è stato assegnato al documentario Radiograph of a family di Firouzeh Khosrovani (Norvegia, Iran, Svizzera), con la seguente motivazione:
Per il faticoso, lungo lavoro, di ricostruzione di una storia familiare complessa; per la capacità di restituire i continui rovesciamenti culturali e mettere in crisi lo sguardo dello spettatore; per lo sviluppo delicato e commovente della struttura del film, nel quale storia intima e Storia collettiva (gli ultimi 60 anni di storia iraniana) si intersecano.
Il Premio speciale dell’associazione Gasp, dedicato al miglior film politico o sociale, è stato assegnato al cortometraggio The Barn di Alayham Ali (Siria). La motivazione:
Per il coraggio della sperimentazione su un tema filosofico, quello dell’adattamento sociale, trattato dall’autore senza ammiccamenti allo spettatore, ma in modo crudo, serrato, onesto; in un corto dove lo sfondo storico-sociale della Siria attuale riecheggia prepotentemente e dolorosamente.
Il Premio per il Miglior Videclip è andato a Blackbird di Robert Taira Wilson (Regno Unito), con la seguente motivazione:
Robert Taira Wilson esplora la tristezza legata alla sua prigione: la città e la vita moderna. Una prigione in cui noi umani scegliamo arbitrariamente di rinchiuderci. Attraverso le animazioni mette a confronto se stesso con un uccello in gabbia, una creatura naturalmente libera, creando un contrasto poetico di grande valore estetico.
Infine, il cortometraggio Sette Minuti di Alessia Bottone. Ha ricevuto anche il premio assegnato dagli studenti e dalle studentesse dei Licei di zona e il premio della Giuria Popolare.