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Festival Cinema Africano, Asia e America Latina

‘Bauryna Salu’ ovvero crescere soli – FESCAAAL 2024

Dalla vita del regista, la struggente storia di crescita di un giovane kazako allontanato dalla propria famiglia, al FESCAAAL 2024

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Bauryna Salu FESCAAAL

Tra i popoli nomadi del Kazakistan post-sovietico, la pratica del Bauryna Salu, ovvero dare in adozione un proprio figlio ad un parente più anziano, è ancora oggi una tradizione. Le implicazioni che questa particolarissima usanza hanno sulla psiche dei giovani orfanelli per scelta, possono essere devastanti. Lo ha sperimentato in prima persona Askhat Kuchinchirekov, il regista dell’omonimo film basato su questa incredibile realtà, presentato in anteprima nazionale al FESCAAAL 2024.

Bauryna Salu è, infatti, anche il nome del primo lungometraggio del regista Kazako, classe ’84, ed è in concorso nella sezione Finestre Sul Mondo, competizione principale della 33esima edizione del FESCAAAL, il Festival Del Cinema Africano, Asia e America Latina di Milano, in sala dal 3 al 12 maggio 2024 e online, su MYmovies, dal 5 al 12 maggio.

Come ci ha raccontato la sua storica direttrice creativa, Alessandra Speciale, il FESCAAAL è un evento culturale unico nel nostro paese e ha, da oltre trent’anni, l’ambizioso obiettivo di far conoscere al pubblico italiano la cultura dei tre continenti, dal punto di vista autoriale dei loro migliori registi. Bauryna Salu ne è un perfetto esempio.

Dopo la partecipazione a prestigiosi festival internazionali, come San Sebastiàn, la pellicola raggiunge le sale italiane, raccontandoci la difficile crescita di un giovanissimo Kazako, tra il duro lavoro in miniera e una famiglia che non ha mai conosciuto.

Identità fragili

Yersultan è affidato appena nato alla nonna. Il bimbo conduce un’infanzia di fatica, tra il lavoro nella miniera di sale per racimolare qualche banconota e l’umile casa della nonna, sempre bisognosa di aiuti e attenzioni. Yesrultan ha il sogno costante di ricongiungersi ai propri genitori, ma quando la nonna muore, questo sogno rischia di tramutarsi in un trauma. Yersultan dovrà infatti inserirsi nel nucleo familiare dei genitori, rendendosi conto di non conoscerli affatto, mettendo ancora più in dubbio le sue fragili convinzioni.

Il giovane ragazzo, durante l’adolescenza, vede il padre e la madre ogni giorno per mezzo di una piccola fotografia, stropicciata e scolorita, che custodisce gelosamente, come un rimando o una promessa mantenuta. Il suo sogno, forse idealizzato in maniera infantile, forse dettato da un bisogno fisiologico, innato, è quello di poter riabbracciare i propri genitori una volta messa da parte una ricchezza sufficiente da poter pagare il viaggio. Tanto basta per spronarlo ogni mattina, tra gli estenuanti turni di raccolta del sale alle miniere e le noiose faccende domestiche agli ordini di una nonna fredda e distaccata nei suoi confronti.

Bauryna salu

Bauryna salu (Askhat Kuchinchirekov, 2023) – FESCAAAL

Bauryna Salu, prodotto da Tandem Production e distribuito da Wide Management, è l’esordio alla regia nel lungometraggio per Askhat Kuchinchirekov. Un debutto promettente grazie all’esperienza maturata al fianco di Sergey Dvortsevoy, coprendo il ruolo di assistente alla regia e perfino recitando, in Tulpan – La ragazza che non c’era, Miglior film nella sezione Un Certain Regard del festival di Cannes, nel 2008.

Tramite lunghe sequenze osservative e momenti di spontanea bellezza, incorniciati dai paesaggi mozzafiato della steppa kazaka, lo spettatore viene condotto nella vita del giovane Yersultan e lo accompagna nella sua tormentata crescita personale fatta di straziante monotonia, milioni di domande e fugaci sprazzi di felicità.

Una consapevole prima volta

Stupiscono in Bauryna Salu, conoscendone la sua natura di opera prima, l’estrema pulizia formale e la grazia estetica. L’errore tipico, infatti, che film di questo tipo commettono, è spesso l’eccessiva voglia di mostrare, osare, stupire; in questo caso invece l’esperienza (e il talento) del regista gli consentono un controllo dei propri mezzi degno di nota, capace di far risaltare la potenza emotiva del suo protagonista senza la necessità di ricorrere a espedienti spettacolari.

L’eleganza di Kuchinchirekov è lampante anche nell’impostazione data ai suoi attori; i discorsi paiono spesso naturali, estremamente reali, così come i movimenti e la relazione con l’ambiente circostante. Bauryna Salu è un film che vive di momenti, sensazioni e frasi non dette, salvo poi fiorire in un’epifania del protagonista, e l’approccio recitativo di Yersultan e degli altri protagonisti, rispecchia appieno questa visione.

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Bauryna salu (Askhat Kuchinchirekov, 2023) 33 – FESCAAAL

Il film, come dichiarato dal suo regista, ha ottenuti i primi finanziamenti durante il periodo di lockdown, poco dopo la chiusura del Pitch ed è stato girato da una troupe di sole dodici persone in circa due mesi di riprese, spalmati però nel corso di un anno a causa della difficoltà nel ricevere le quote del budget. Problemi che hanno perfino costretto parte del team ad abbandonare il progetto, rendendolo una sfida ancora maggiore di quanto già non fosse.

Insomma, un film sofferto e voluto, figlio di una storia altrettanto dolorosa. Per questo il modo migliore di chiudere è con le parole del regista di Bauryna Salu, Askhat Kuchinchirekov:

“I miei genitori mi hanno dato in adozione alla nonna quando avevo un anno, sono cresciuto con questo vuoto e senza mai riuscire a relazionarmi con loro. Porto ancora in me questo sentimento”

Taxidrivers al 33esimo FESCAAAL

È iniziata la 33esima edizione di FESCAAAL, Festival del cinema Africano, Asia e America Latina a Milano, presso le sale della Cineteca Milano Arlecchino e del Cinema Godard di Fondazione Prada. Dal 3 al 12 maggio 2024 con una fitta programmazione di opere autoriali dei tre continenti attentamente selezionate, la città meneghina si tinge degli splendidi colori, suoni e immagini di queste affascinanti cinematografie.

Bauryna Salu

  • Anno: 2023
  • Durata: 113'
  • Distribuzione: Wide Management
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Kazakistan
  • Regia: Askhat Kuchinchirekov