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Lovers Film Festival

‘In & Out’ apre la seconda giornata del Lovers Film Festival

In & Out, la recensione del film di Frank Oz

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In & Out, protagonista della seconda giornata della 39 edizione del Lovers Film Festival di Torino, è un film ancora attuale per le tematiche trattate.

Possono dei ringraziamenti pubblici scombussolare la vita di un professore di  liceo?

In & Out: la trama

Howard Brackett insegna letteratura inglese al college di Greenleaf, cittadina dell’Indiana, ed è un ammiratore della cantante e attrice Barbra Streisand. Ormai prossimo al matrimonio dopo tre anni di convivenza, il professore vive sereno nella città di provincia. Tutto si complica quando Cameron Drake, un ex allievo del liceo, vince il premio Oscar per aver interpretato un soldato omosessuale. Durante i ringraziamenti di rito, l’attore omaggia anche Howard per i suoi insegnamenti, dicendo che ha preso ispirazione da lui per recitare la parte, perché gay. La famiglia, gli amici e i colleghi di Howard sono sconvolti dalla dichiarazione; il professore si affretta a dichiarare di essere eterosessuale. Tuttavia, anche a causa dei giornalisti che assediano la città e lo importunano con domande scomode, inizia a mettere in dubbio la sua sessualità…..

In & Out: una commedia intelligente 

Il film diretto da Frank Oz risulta godibile e attuale ancora oggi, nonostante gli anni. In & Out sembra ispirato al discorso di Tom Hanks durante la vittoria agli Oscar per il suo ruolo in Philadelphia. In quell’occasione l’attore ha ringraziato il suo ex professore di drammaturgia.

Nonostante le tematiche trattate, il racconto procede scorrevole e spumeggiante, e senza tempo. Alcuni momenti risultano davvero divertenti e spezzano l’atmosfera pesante in cui il protagonista vive dopo il suo coming out inaspettato. Il regista gestisce con attenzione e astuzia gli stereotipi tipici della provincia americana, tra familiari che non sanno come comportarsi e colleghi che ne approfittano per gettare fango sulla figura di Howard. 

La regia 

Le riprese si soffermano a lungo sul contorno bucolico che caratterizza questa città di provincia. Un ambiente ostico e radicato nelle sue tradizioni, palesemente in contrasto con la natura gay del protagonista. Il regista ha ricreato in modo ammirevole la sensazione di essere fuori posto che Howard prova per la maggior parte della storia. Questo processo passa attraverso i rapporti del protagonista con la sua famiglia, profondamente cattolica, con i suoi amici in occasione dell’addio al celibato e coi suoi studenti. Anche la fidanzata Emily, dimagrita di trentatré chili in occasione del matrimonio, passerà momenti difficili e stressanti. Inoltre, nella parte finale del film, non viene persa l’opportunità di mostrare l’arretratezza della provincia, con le semplici inquadrature del mobilio che caratterizza un motel in cui pernotta Cameron Drake. 

Un cast d’eccezione 

Kevin Kline è eccezionale nell’interpretare Howard. Il personaggio risulta credibile e dinamico, mentre si evolve durante la narrazione. Inoltre, si percepisce chiaramente la sua sofferenza e il suo senso di impotenza nel giustificarsi dalle condanne altrui. “Colpevole” fino a prova contraria. Semplicemente memorabile la scena in cui balla, o cerca di resistere alla tentazione di ballare, sulle note di I Will Survive. Anche Emily (Joan Cusack) è  brava nell’interpretare la fidanzata, tra il timore di mandare a monte il matrimonio e l’insicurezza che caratterizza il suo personaggio. Anche Tom Selleck, nel ruolo di Peter Malloy, convince nell’interpretazione di reporter televisivo che “apre gli occhi” al protagonista sulla sua vera sessualità.

Una commedia ben confezionata che affronta una tematica complessa con leggerezza, risultando al tempo stesso profonda ed educativa.