Su Netflix termina SuperSex, la serie in sette episodi sulla vita di Rocco Siffredi. Scritta da Francesca Manieri e diretta da Matteo Rovere per Groenlandia e The Apartment, è interpretata da Alessandro Borghi,Jasmine Trinca e Adriano Giannini.
IL TRAILER – SuperSex
Il romanzo di formazione negli anni – SuperSex
Nei primi episodi SuperSex gioca molto con il montaggio parallelo tra passato e presente tra i diversi Siffredi. Il bambino in preda alle sue pulsioni quasi come pretesto di reazione al bullismo dell’infanzia. L’adolescente a Parigi in pieno conflitto col fratello Tommaso. Il Rocco del ritiro del nuovo millennio. Queste tre entità intraprendono un viaggio nel piacere. Cifra sessuale che appare fin da subito come un mezzo per parlare d’altro. In SuperSex ogni scena hot, ogni perversione di Rocco è visibile ma appena sussurrata. La serie passa in rassegna tutte le tappe della carriera di Siffredi. L’incontro con Riccardo Schicchi, la ribellione alla monotonia del sesso controllato, la tristezza del porno femminile con Moana Pozzi. E infine l’amore. Il mito romantico in SuperSex è abbastanza forte. Il Siffredi di Borghi è imprigionato in un corpo dall’istinto della propria carne.
Una macchina erotica che immagina il supereroe erotico del suo fumetto di riferimento sostituendo l’identità con la voglia di successo. Rocco non sa amare ma solo fare sesso meccanico. In SuperSex emerge con forza uno degli scopi della serie. Rendere vulnerabile il porno facendo uscire l’uomo complesso, il divo problematico. Rovere e la Manieri scelgono di non descrivere il mondo tossico del porno. Ben lontani da derivazioni alla Paul Thomas Anderson in Boogie Nights. Concentrandosi sui desideri di protezione di Rocco sulla madre, annullando l’ecosistema pornografico dinnanzi al bisogno del protagonista di salvaguardare chi lo ha procreato. La donna che più lo ha capito, e combattuto con la sua passione. Il protagonista costringe chi lo guarda a rivalutare il porno come costrizione nella prima fase e assoggettamento nella seconda.
Il Rocco di Borghi – SuperSex
Alessandro Borghi ha una caratteristica unica tra gli attori italiani. In ogni interpretazione, da l’Aureliano di Suburra allo Stefano Cucchi di Sulla mia pelle, il suo atteggiamento con il personaggio si basa sull’alienazione. Con lui il protagonista si annienta, quasi scompare subendo la storia senza trainarla del tutto. Ciò accade anche in SuperSex. Borghi con aria dimessa annuncia il ritiro quasi come qualcosa che subisce. Nel rapporto col fratello l’azione è sostituita dalla riflessione di ogni vicenda. E nell’intreccio romantico il modus attoriale di Borghi è ancora più visibile.
La scrittura della Manieri è improntata ad un comportamento supino di Siffredi nei confronti delle donne, e marginale in ogni decisione che sembra prendere ma che invece è incapace di controllare. Non lascia le sue partners ma viene lasciato senza esprimere ciò che prova davvero. Borghi interpreta un Siffredi mogio, introspettivo e in balia degli eventi. Un contrasto ben visibile per tutta la serie tra la determinazione dell’atto sessuale e l’alienazione nelle dinamiche sociali.
Il problema di SuperSex
Il problema principale della serie Netflix è inevitabilmente riscontrabile nelle intenzioni del suo concepimento. Puntare sull’uomo invece che sul divo. L’insistenza di SuperSexsui travagli personali del protagonista direziona la serie verso un dramma famigliare dimenticandosi in molti punti che è la serie su un pornodivo. Quello più famoso, Rocco Siffredi. Inoltre l’ascesa di Rocco nel mondo del porno, togliendo il conferimento dell’Oscar, è ridotto ad una susseguirsi di interni chiusi, poco curati nella rappresentazione dell’epoca e con una scrittura troppo didascalica. Le problematiche si aggiungono col personaggio di Giannini e nel montaggio.
La struttura di SuperSex è dipendente dal personaggio di Tommaso. Un rapporto morboso e conflittuale col fratello di Rocco che pone Giannini per molti tratti in una figura che offusca Borghi. Una problematica vera e propria della serie Netflix è la modalità didascalica della storia. Le continue dissolvenze spezzano sotto-trame e parti orizzontali del percorso di Siffredi, concludendo i mini-capitoli (involontari) di ogni episodio. Una modalità di chiusura immediata che frammenta in maniera approssimativa ogni evento che Rocco non riesce a controllare.
SuperSex risulta un’operazione riuscita a metà. La personalità di Siffredi nei sette episodi viene divisa totalmente dall’uomo Rocco. Un minestrone che ha dentro un po’ di tutto. Mascolinità tossica, biopic seriale e romanzo famigliare. Una serie che cerca di allontanare il porno dal divo erotico dimenticandosi che è parte integrante del suo successo.
Anno: 2024
Durata: 50'
Distribuzione: Netflix
Genere: dramma
Nazionalita: Ita
Regia: Matteo Rovere
Data di uscita: 06-March-2024
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