Land of Bad è un film del 2024 diretto da William Eubank, già regista dei film fantascientifici Love e The Signal, del monster movie acquatico Underwater e dell’horror Paranormal Activity: Parente Prossimo. Qui il regista si cimenta con un war movie d’azione, confezionando un film semplice ma realizzato con cura e capace di tenere col fiato sospeso fino alla fine.
Land of Bad La trama
La squadra Delta Force, composta dall’inesperto controllore di volo Kinney e dai veterani Bishop, Sugar e Abel, viene inviata nelle Filippine per prelevare una risorsa della CIA tenuta in ostaggio dai terroristi. Tuttavia, durante un’imboscata, la missione va a rotoli e la squadra diventa un bersaglio facile per il nemico. Kinney si ritrova a vagare da solo per la giungla, in balia dei terroristi. L’unica sua speranza di salvezza è rappresenta dal Capitano “Reaper” Grimm, abile pilota di droni dell’Air Forze Reaper, che si tiene costantemente in contatto via radio con Kinney, segnalandogli le posizioni nemiche. Inizia così una corsa contro il tempo per riportare i soldati sopravvissuti a casa, sapendo che una mossa sbagliata potrebbe condannarli a morte.
La prima parte di Land of Bad è un omaggio agli action muscolari degli anni ’80. Le esplorazioni nella giungla delle Filippine da parte dei soldati protagonisti, con tanto di elicotteri e scambi di battute tra militari “machi”, riportano alla mente titoli cult come Rambo e Predator. Inoltre, Eubank è molto bravo a costruire la tensione e a trasmettere la sensazione di pericolo imminente.
La seconda parte diventa più adrenalinica, cruda e “sporca”. Ogni secondo diventa fondamentale e la tensione si fa sempre più crescente, nello stile degli action recenti come, ad esempio, i due Tyler Rake.
Land of Bad La messa in scena
Il regista si dimostra abile nel gestire la tensione e le scene più spettacolari, grazie ad una regia quadrata e pulita. La prima parte è impreziosita da bellissime panoramiche della giungla delle Filippine, e il lavoro sul sonoro è sopraffino. Le scene d’azione (sparatorie, esplosioni o combattimenti corpo a corpo) sono adrenaliniche e messe in scena con gusto. Eubank ricorre spesso ai rallenty, sperimentando addirittura inquadrature in stile “videogioco” con la soggettiva di armi in procinto di sparare. Nei combattimenti tra eroi e cattivi si sente ogni colpo, ogni ferita, anche con dettagli particolarmente crudi e brutali.
Gli attori
Tra gli attori è da sottolineare l’ottima performance di Liam Hemsworth (Hunger Games, I Mercenari 2, Independence Day: Rigenerazione), fratello minore di Chris e Luke (quest’ultimo presente nel film in un ruolo minore). Il Sergente JJ “Playboy” Kinney è un personaggio inesperto, ingenuo, qui alla sua prima vera missione pericolosa. É quasi un bambino troppo cresciuto, preso in giro dai suoi commilitoni perché, all’inizio, è indeciso su quale tipo di cereali portare in missione. Da “pecorella” smarrita e impaurita, Kinney si trasformerà, man mano, in un eroe d’azione duro e puro, addirittura brutale, se necessario. Hemsworth incarna perfettamente questo personaggio e lo rende credibile sia nella sua condizione di iniziale spaesamento, sia in quella più “violenta” e fisica del finale.
Altro personaggio fondamentale è il Capitano “Reaper” Grimm, interpretato da un granitico Russell Crowe (Il Gladiatore, A Beautiful Mind, Cinderella Man). Il suo personaggio regala momenti particolarmente ironici, e costruisce un bellissimo rapporto “a distanza” con Kinney. I due, pur non vedendosi mai, comunicano in continuazione via radio e la loro corrispondenza diventerà fondamentale per lo sviluppo degli eventi. Il film, in questo senso, riflette anche sull’importanza della comunicazione e di avere qualcuno che, anche da lontano, possa guidarci nelle scelte.
Da menzionare anche i comprimari militari di Hemsworth, tra cui suo fratello Luke, Ricky Whittle nei panni di Bishop e Milo Ventimiglia in quelli di Sugar. Molto brava anche Chika Ikogwe nel ruolo del sergente Nia Branson.
Un film “tecnologico”
Il tema principale del film è quello della tecnologia, di come essa possa influenzare la guerra e su come non può rendere “più digeribile” o “meno violenta” la guerra: si tratta e si tratterà sempre di uomini che uccidono altri uomini. I droni stessi, determinanti per l’esito positivo della storia, non sono nulla senza un essere umano capace di comandarli al meglio. L’uomo è sempre al centro di tutto, sia nelle azioni più barbariche che in quelle più positive.
Land of Bad è un film semplice, derivativo e prevedibile nella sua storia, forse fin troppo. Ma è talmente ben confezionato e realizzato che regala un’esperienza intensa per tutta la sua durata.