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Edizione 4K Ultra HD+blu-ray per Rosemary’s baby

Rosemary's baby di Roman Polanski rivive in un'edizione a doppio disco con 4K Ultra HD e blu-ray.

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In collaborazione con Paramount, Plaion pictures riscopre Rosemary’s baby – Nastro rosso a New York in una nuova edizione home video. Edizione dispensatrice sia su supporto 4K Ultra HD che blu-ray del capolavoro diretto nel 1968 da Roman Polanski partendo dal bestseller di Ira Levin. Capolavoro che ha ingiustamente fatto affibbiare al talentuoso cineasta polacco la fama di cineasta maledetto. Complice oltretutto il massacro di Bel Air che, un anno più tardi, incluse tra le vittime l’attrice incinta Sharon Tate, da poco sposatasi con lui.

Una tragedia resa ancor più inquietante proprio dal fatto che, come nel film in questione, fu una setta ad attuare il tutto.

Perché le oltre due ore e dieci in questione girano proprio attorno all’inquietante argomento, ponendo al loro centro la neosposa Rosemary. Neosposa che, incarnata ottimamente da Mia Farrow, una volta in dolce attesa comincia ad avvertire uno strano comportamento da parte del marito Guy. Marito che, di professione attore, è interpretato dal John Cassavetes regista, tra l’altro, di Una moglie e Gloria – Una notte d’estate. Mentre a rendere ancor più insostenibile la situazione della donna provvedono gli ossessivi vicini di casa Roman e Minnie, ovvero Sidney Blackmer e Ruth Gordon. Tutti personaggi che il buon Polanski ci fa conoscere nel corso dei primi cinquanta minuti di Rosemary’s baby – Nastro rosso a New York.

Per poi rendere da un lato sempre più straniante l’atmosfera, dall’altro la protagonista consapevole di portare in grembo nientemeno che il figlio del diavolo. Tanto che, prodotto dal mitico William Castle simpaticamente definito “l’Hitchcock dei poveri”, potremmo quasi considerare il film in qualità di precursore de Il presagio di Richard Donner. D’altra parte, stiamo parlando di quello che, insieme al successivo L’esorcista di William Friedkin, rientra tra i maggiori classici della celluloide demoniaca. Con la differenza che in questo caso non vi è alcuna ricerca di sensazionalismo a suon di effetti speciali o efferatezze assortite.

Infatti, ricorrendo ai lenti ritmi di narrazione tipici del suo cinema, l’autore di Chinatown mira soprattutto a trasmettere allo spettatore una sensazione di isolamento.

Sensazione che ha finito giustamente per trasformare l’operazione in un prototipo per quanto riguarda vicende in fotogrammi a base di complottismo e paranoia. Prototipo che, approdante ad un epilogo decisamente pessimista, lascia anche avvertire una forte critica rivolta all’apparentemente pulito e onesto universo borghese. Disponibile nello store FanFactory con il titolo originale Rosemary’s baby, ha generato anche un paio di derivazioni televisive. Per la precisione, il sequel Cosa è successo a Rosemary’s baby, realizzato nel 1976 da Sam O’Steen, e una mini-serie firmata nel 2014 da Agnieszka Holland.

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