È terminata la settima edizione dello Skate and Surf Film Festival di Milano. La rassegna dei migliori film, cortometraggi e documentari sul mondo underground della tavola ha espresso i suoi verdetti nelle categorie Surf Best Film, Skate Best Film e Grand Jury Prize.
Il premio dedicato al surf è stato assegnato al documentario ‘Keep It a Secret’, di Sean Duggan, mentre sia il titolo di miglior film sullo Skateboard che il gran premio della giuria sono spettati ad ‘Axel’ di Tom Mull.
Axel è un breve documentario promosso dal collettivo Worble sulla vita del quattordicenne Axel Glenney. Adolescenza e ribellione di una promessa della tavola contesa dagli sponsor e artista multidisciplinare, diviso tra musica, famiglia e graffiti.
Un documentario vivace tra Hard Rock e Coming Of Age
‘Axel’ è tante cose. Come in Stand By Me, vediamo il giovane protagonista perdersi nella natura solo con lo skateboard e gli amici, al ritmo onirico di una musica quasi fiabesca, e come in Mid90s, lo vediamo skateare destreggiandosi tra serate al limite e i dilemmi tipici dell’adolescenza, al suono delle sue canzoni dall’influenza hard rock e post punk.
I capitoli che scandiscono la narrazione del film sono le stagioni di un anno nella vita di Axel, della sua famiglia e dei suoi amici. La camera cattura l’essenza di momenti fugaci e transitori donando al film i tratti tipici del coming of age. Dalla primavera, fatta di scampagnate nella natura, libertà e spensieratezza, fino al rigido inverno, buio e nevoso, del Vermont, tra incomprensioni con i genitori, la scuola e la passione parallela per la musica, che porta avanti con il fratello Levi e alcuni coetanei.
Come di consueto nelle opere appartenenti a questo ambiente, le tecniche di ripresa sono miste, amalgamate da un montaggio frenetico e musicale. Ma quello che vediamo non risulta mai artefatto. Abbiamo invece un’immagine quanto mai autentica della vita di Axel. Spesso l’occhio del regista, che conosce bene il protagonista e la sua famiglia, è un ospite silenzioso, che spia dagli angoli quello che accade nella stanza.
I colori di Axel
Le tonalità di Axel variano con il cambio di stagione e, quindi, con un nuovo capitolo. Cambiano le sue abitudini. In primavera il verde, la brezza e la natura ci accolgono nella sua vita; l’estate è torrida e Axel si esercita con lo skateboard finché l’asfalto rovente non consuma le ruote della tavola. L’autunno è brunastro e, tra scuola e nuove esperienze, Axel si dedica ai graffiti, per vivere il mondo e gli ideali underground, propri dello skateboarding, in toto.
L’inverno del Vermont, invece, è particolarmente duro e in Axel coincide con il momento più cupo e caotico del film. In inverno conosciamo il padre di Axel, con i suoi pregi e difetti, ed entriamo in contatto con le influenze dirette della personalità del protagonista, tramite le sue dinamiche famigliari e relazionali.
Quando ricomincia la primavera, un ciclo si chiude e un altro ne inizia, quello che Axel scopre e che questo film racconta perfettamente. Però, la vita sa essere imprevedibile e spietata; è facile farsi male andando sulla tavola e tutto può finire da un momento all’altro, ma nonostante ciò, torna sempre la primavera.
Axel’ è un film delicato e d’impatto, che unisce gli stilemi tipici del coming of age con l’estetica unica dello Skate movie, raccontandoci la crescita personale di un giovane protagonista alle prese con l’adolescenza, che continuerà a skateare, primavera dopo primavera.