Al Festival Ibero americano di Firenze arriva Los Reyes del mundo della regista colombiana Laura Mora Ortega già presente al Festival di San Sebastian nel 2017 con Matar a Jesús (Premio Giovani).
Los reyes del mundo è un affascinante quanto crudele racconto sovversivo. Cinque re senza regno, senza legge, senza famiglia, che intraprendono un viaggio alla ricerca della ‘terra promessa’.
I re del titolo sono Rá, Culebro, Sere, Winny e Nan, un gruppo di bambini di strada di Medellín, che si lasciano alle spalle la metropoli per addentrarsi nelle profondità della giungla colombiana. Il loro obiettivo è trovare la terra che appartiene a uno di loro, ereditata da una nonna costretta a fuggire a causa delle intense violenze che hanno devastato il luogo, e che ora viene restituita al giovane attraverso il programma di restituzione delle terre del governo.
“Un giorno tutti gli uomini si addormentarono… E le recinzioni della terra bruciarono”.
Questo gruppo di cinque amici forma una famiglia. Ciò che li unisce è il disprezzo del resto del mondo ma allo stesso tempo un fuoco di vivere che li spinge a lottare. I ragazzi si muovono per le strade di Medellín, si fortificano dinanzi al male e all’orrore del vivere quotidiano traendone anomali ed entusiasmanti lezioni di vita . La telecamera li insegue nella giungla mossa proprio dal loro steso entusiasmo e dalle loro emozioni. Traspare energia e istinto animale nei momenti più vivaci e quiescenza quando si assestano in un calmo ‘riposo’. Come animali selvaggi posseduti dalla giungla ma consapevoli di un loro obiettivo.
Ruolo centrale è proprio quello della Natura e della bellezza della giungla colombiana. La luce, il suono e la musica ci trasportano in quei luoghi trasmettendone l’audace, selvaggia bellezza quanto la sua anima pericolosa.
Pericolo e poesia
We are alone all of us
Una perenne sensazione di minaccia accompagna questo viaggio in cui i ragazzi incontreranno altri personaggi funzionali alla Storia. Colpisce soprattutto l’incontro, in un luogo desolato, con alcune prostitute. Tra balli e abbracci è il trionfo della bellezza femminile, della tenerezza adolescenziale e di un sentimento che, più che voluttuoso, appare materno e protettivo.
In Los reyes del mundo, la regista si inoltra per Noi in una realtà che conosce bene perché non molto distante dalla sua e ci fa affezionare ai tre giovani viaggiatori , al paesaggio, ai luoghi e a tutto ciò che ruota attorno a questa storia quasi poetica.