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Il nuovo poker Mosaico, dall’Arancia meccanica turca all’ultimo Capitan Nice

Segnali dall’universo digitale. Rubrica a cura di Francesco Lomuscio

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Il titolo originale è Çirkin dünya, ma, ovviamente, essendo stato realizzato dal prolifico cineasta turco Osman F. Seden (circa centoquaranta regie tra il 1955 e il 1997) soltanto tre anni dopo il capolavoro kubrickiano Arancia meccanica (1971), dalle nostre parti lo si è furbescamente ribattezzato La gang dell’arancia meccanica.

Ed è la romana Mosaico Media – più volte ospite su queste pagine in quanto attenta alla riscoperta su supporto digitale del cinema di genere sommerso – a diffonderlo in dvd tramite una limited edition numerata comprendente il solo trailer italiano quale contenuto speciale.

Quindi, l’occasione per poter rivedere la tragica vicenda della povera Selma alias Stefania Basile, moglie di un chirurgo di Instanbul che, insieme a marito e figlioletto, finisce per diventare prigioniera, all’interno della sua stessa villa, di tre delinquenti sfuggiti alla polizia in seguito a una notte di delitti commessi per divertimento.

Mentre, a differenza del citato classico interpretato da Malcolm McDowell, è in maniera quasi esclusiva l’abitazione a fare da scenario al racconto, con la violenza sempre pronta ad esplodere ed i morti che sono dietro l’angolo.

Ma Mosaico provvede anche ad arricchire il suo gustoso catalogo con altri due titoli disseppelliti dal dimenticatoio: L’armata delle belve (1965) e Una testa di lupo mozzata (1973).

Diretto dall’Eddie Romero che i fan dell’horror trash conoscono soprattutto per aver curato la regia dell’inedito Mad doctor of blood island (1968) e del suo sequel La bestia di sangue (1971), il primo è un avvincente lungometraggio bellico in bianco e nero, co-prodotto da USA e Filippine.

Lungometraggio che si svolge nel Febbraio del 1945 su un’isola delle Filippine, dove l’americano Dowling, con le fattezze del John Saxon molti anni dopo al servizio anche del primo, terzo e settimo Nightmare, si trova alla guida di un gruppo di coraggiosi guerriglieri locali con l’intento di impedire a una colonna imperiale nipponica di portare nel proprio paese quattro tonnellate d’oro.

Il secondo, invece, a firma di Philip Leacock, altro non è che il pilot di una serie televisiva mai realizzata.

Ne è protagonista Leonard Nimoy – noto per aver concesso anima e corpo allo startrekiano Spock – nei panni di un pilota americano che, uscito vivo per miracolo da un incidente avuto durante una gara automobilistica a causa di strane visioni, viene convinto da una parapsicologa ad andare insieme a lei in Inghilterra, presso un maniero dove si potrebbe nascondere l’inquietante segreto legato al misterioso fenomeno che lo tormenta.

Stesso maniero in cui si ritrovano anche un’attrice e sua figlia, sempre più esposte al pericolo man mano che l’uomo e la donna procedono con le indagini e, tra indizi e ambigui personaggi destinati a entrare in scena, la tutt’altro che aspettata soluzione finale si avvicina.

E concludiamo informando i fan di Capitan Nice, ironica serie televisiva degli anni Sessanta creata dal candidato all’Oscar Buck Henry, dell’uscita – sempre per Mosaico – del terzo e ultimo disco dedicato alle avventure dell’imbranato e anonimo chimico del dipartimento di polizia di Big Town interpretato da William Daniels.

Cinque nuove puntate, quindi, da L’uomo dai tre occhi a Chi ha paura di Amanda Wolf, passando per Sceicchi si nasce, Col fuoco non si scherza e La mela marcia; per circa centoventi minuti di nostalgica ma divertente visione non privi dei grotteschi genitori del supereroe protagonista, capace di volare e di ottenere una forza sovrumana grazie a una pozione il cui effetto, però, dura soltanto un’ora. Oltre che dell’abbondanza di azione, come di consueto.

Francesco Lomuscio

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