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Visioni Fantastiche Ravenna

Visioni Fantastiche 2023: “Chissà, domani”, animazione in stop motion

Il primo, positivo impatto col festival ravennate, è stato rappresentato dal felicissimo esito del laboratorio coi ragazzi condotto da Camilla Panebarco

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Questa nostra prima esperienza da inviati di Taxi Drivers a Visioni Fantastiche è iniziata nel segno dell’avventura. O della disavventura. Non possiamo nascondere, infatti, quanto sia stato complicato raggiungere Ravenna, a pochi giorni da quella disastrosa alluvione con tanto di corsi d’acqua straripati, che tanti danni ha creato ad alcuni comuni delle zone limitrofe. Nonché ai collegamenti stradali e ferroviari. Con Trenitalia, poi, che già in situazioni normali non brilla per efficienza e affidabilità, pareva quasi che venerdì 5 maggio il nostro viaggio da Roma dovesse concludersi a Faenza, in assenza di mezzi per proseguire. Fortunatamente non è stato così. Un runner ci è venuto a prenderci lì caricandoci in macchina fino a Ravenna, assieme a un altro ospite del festival. E per dirla tutta siamo stati catapultati quasi senza “esercizi di riscaldamento” proprio in medias res: all’arrivo subito un evento da seguire al Cinema Mariani, per l’appunto la presentazione del cortometraggio animato Chissà, domani, alla presenza sia di chi ha curato il laboratorio, da cui tale evento è scaturito, sia dei ragazzi che lo hanno seguito, familiarizzando con certe affascinanti tecniche cinematografiche e prendendosi poi la soddisfazione di vedere il risultato del proprio lavoro sul grande schermo.

Panebarco style

Interessante innanzitutto passare in rassegna le forze creative che hanno sostenuto e portato avanti tale attività, inserita nel progetto Storie visive – Cinema per includere, introdotto per l’occasione in sala da Valentina Scentoni per CNA Formazione Emilia-Romagna. Entrando nello specifico, questo piccolo film è stato realizzato durante l’anno dagli studenti e dalle studentesse dell’Istituto Tecnico Commerciale G. Ginanni e del Liceo Artistico Nervi – Severini di Ravenna, durante un laboratorio condotto da Camilla Panebarco. E qui per la cultura ravennate si apre un mondo, considerando che Camilla è parte di una famiglia impegnata da tempo in attività artistiche che hanno proprio l’animazione qualche fulcro. Non a caso all’ultimo Ravenna Nightmare era stato presentato Caramelle di Matteo Panebarco, già vincitore del Premio del Pubblico quale miglior cortometraggio ad Alice nella Città, sezione parallela della Festa del Cinema di Roma. Di tale corto, realizzato in tecnica mista di animazione 3D con fondali fotografici di Ravenna, così aveva scritto la nostra redattrice Michela Aloisi “Nel ventennale del Ravenna Nightmare Film Festival, il delicato cortometraggio animato della Famiglia Panebarco è ad un tempo omaggio alla città, di cui ci mostrano angoli non turistici ma parimenti affascinanti e vivi, dall’area portuale della Darsena allo skyline industriale, dalle attività prospicienti il canale al cimitero monumentale, e toccante racconto familiare; […] narra una storia di legami familiari forti che la morte non ha spezzato e di altri più difficili che la vita ha inasprito. Toccherà proprio alle caramelle addolcire il ricordo di chi ci ha lasciato ed il cuore di chi è rimasto.

L’impegno dei ragazzi

Ebbene, dal canto loro gli studenti coordinati con tanta energia da Camilla Panebarco si sono cimentati nel corso del laboratorio con un soggetto umbratile, introspettivo, derivato dalla creazione letteraria, può suonare buffo, di un’altra Camilla; ovvero Camilla Mattioli, giovane autrice del romanzo omonimo pubblicato da Pendragon nella collana Linferno, “Chissà domani“, che ha parimenti partecipato all’evento.
La nostra presenza a Visioni Fantastiche ha perciò avuto inizio tramite il confronto con cui un’opera che ha coinvolto, nella sua realizzazione, diversi giovanissimi, tratto distintivo del resto della parimenti giovane manifestazione cinematografica ravennate. E aggiungiamo solo che il loro approccio al tema, senz’altro indirizzato bene da figure più esperte, ci è piaciuto per la sensibilità riversata nel lavoro manuale, in quel piccolo studio effettuato con animazione in stop motion e altre tecniche di base, che ha prodotto comunque immagini suggestive come quel tunnel la cui luce intermittente sembra già comunicare parecchio.