Tutt’altro rispetto a quello che ci si potrebbe aspettare leggendo Christmas Carol come titolo del film di Kim Sung-soo. Il lungometraggio, nella sezione Orizzonti Coreani del Florence Korea Film Fest 2023, è un lungo ed estenuante scontro.
Christmas Caroldi Kim Sung-soo: la sinossi
Alla vigilia di Natale il corpo senza vita di Joo Wol-woo, un adolescente con disabilità mentali, viene trovato nel serbatoio dell’acqua nel seminterrato di uno squallido appartamento in affitto. Il fratello gemello della vittima, Joo Il-woo, decide di cercare i suoi carnefici per vendicarlo ritrovandosi completamente solo in un carcere minorile regolato dalla violenza. (Fonte: Korea Film Fest)
La recensione di Christmas Carol di Kim Sung-soo
La violenza è indubbiamente, e in maniera piuttosto evidente, la protagonista di questo lungometraggio.
Fin dal primo istante e dalla prima inquadratura comprendiamo facilmente la direzione che il film intende prendere. Tutto si apre con la spiegazione del ritrovamento di un cadavere e, anche se non ce ne saranno espressamente e visivamente altri, l’intera storia ruota proprio intorno a quel cadavere.
Il protagonista lotta e cerca di imporsi per farsi valere e far valere suo fratello in un mondo dove si sopravvive solo e soltanto ricorrendo alla violenza. Violenza sotto ogni aspetto. Una violenza che, da spettatore, si fa quasi fatica a seguire perché spesso nata dal niente e per niente. È gratuita nel senso che, come sempre quando si tratta di violenza, nasce da motivi inesistenti o comunque futili e naturalmente non porta a nessuna conclusione.
Anche la vendetta, alla quale si aggrappano le motivazioni di Joo Il-woo in realtà è una vendetta fine a sé stessa.
I protagonisti
Una caratteristica interessante di questo film, che sarebbe errato definire un film d’azione (nonostante la violenza perpetrata porti a pensarlo), è quella di non avere un protagonista assoluto.
Non a caso è più facilmente collocabile e riconducibile al dramma umano. Ciò che vive Joo Il-woo è qualcosa di specifico, ma, volendo e potendo generalizzare, tutti sono impregnati dalla volontà di fuggire dalla propria realtà. E per questo ricorrono alla violenza. Tutti sono protagonisti allo stesso modo. E, come ha sottolineato anche lo stesso regista, rappresentano il punto migliore per godersi il film.
Partire dall’analisi dei personaggi permette di avere una visione diversa della vicenda e di poterla definire un thriller, un thriller d’azione o un dramma umano.
E Christmas Carol di Kim Sung-soo è un po’ un insieme di tutto questo.