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Alice nella città

‘Costa Brava Lebanon’ una famiglia in lotta per salvaguardare l’ambiente e l’utopia.

La brava regista libanese Mounia Akl accende il focus sulla corruzione e l’inquinamento a Beirut. Ad Alice nella città

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costa brava lebanon

Libano, ai giorni nostri. Il bel film “Costa Brava, Lebanon”, pervenuto nella sezione ‘Sintonie’ di Alice della Città 2021 dopo la presentazione al 78° Festival di Venezia – Orizzonti Extra, pone l’attenzione sulla crisi ambientale del 2014 – insieme ai tanti problemi sociali del Libano e nello specifico della capitale Beirut – attraverso l’emblematica storia di una famiglia resistente e resiliente, la famiglia Badri, che cerca di salvaguardare  il sogno di un “altro mondo possibile”.

Costa brava Lebanon La Famiglia Badri

L’anticonformista famiglia Badri, composta dalla madre ex-cantante  (nel ruolo la regista Nadine Labaki, qui splendida attrice), dal padre e dalle due figlie, una quasi maggiorenne e l’altra ancora piccola, è sfuggita al caos e all’inquinamento di Beirut, durante un’emergenza ambientale legata ai rifiuti, lasciando la casa di città, cercando rifugio e aria pura in una casetta da loro stessi costruita sulle montagne circostanti alla Capitale. Qui i quattro componenti del nucleo familiare vivono giornate spensierate fra passeggiate, raccolta dei frutti dell’orto, letture e bagni in piscina.

Ovviamente non mancano le difficoltà e un po’ di nostalgia per le ‘luci’ della città (specialmente da parte della figlia diciottenne per le amicizie e della mamma che rimpiange i suoi spettacoli). Ma un giorno viene costruita una discarica  – sedicente biologica – proprio sul terreno accanto al loro, portando i rifiuti e la corruzione di un’intera nazione sulla soglia della casa-rifugio. Insieme ai rifiuti, aumentano anche i dubbi, se partire o resistere, che rischiano di minare l’idillio e l’unità della famiglia.

Ambientalismo produttivo cercasi

I temi ambientali, ma non solo, sono sotto i riflettori di questo piccolo ma potente film, che riesce a coinvolgere lo spettatore sulle vicende della famiglia Badri, contro l’impresa antagonista, Davide contro Golia, nonché nelle dinamiche interne alla famiglia stessa. Proprio per rispetto ai temi trattati, il film è stato prodotto seguendo scrupolosamente alcuni protocolli di Green production, tra cui quelli di Albert, Beirut DC e Greener Screen.

Per il suo film, la regista ha preso ispirazione dalla reale crisi dei rifiuti  del 2014 in Libano, quando le strade di Beirut vennero invase da tonnellate di immondizia per la chiusura di una discarica: la mancanza di politiche governative in tal senso, l’inesistenza di un piano istituzionale per il riciclaggio e la pratica di disperdere e incenerire rifiuti in luoghi casuali  innescarono numerose proteste organizzate da gruppi e movimenti della società civile. La risposta del governo, per nulla lungimirante, fu quella di aprire, come misura temporanea, due nuove discariche, una delle quali nella periferia sud, in località ‘Costa Brava’.

Il film, che ha visto la collaborazione di differenti Paesi, è stato prodotto fra Qatar e Libano con Abbout Productions, in coproduzione con Cinema Defacto (Francia), Lastor Media (Spagna), Fox In The Snow (Svezia), Snowglobe (Danimarca), Barentsfilm (Norvegia), Gaijin (Francia) e Boo Pictures (USA); e venduto da MK2 Films (Francia).

Nel cast grandi attrici/attori ed esordienti:  Nadine Labaki, Saleh Bakri, Nadia Charbel, Ceana and Geana Restom, Yumna Marwan, Liliane Chacar Khoury, François Nour.

Costa Brava, Lebanon (2021) - IMDb

Registe libanesi crescono

“Crescendo in Libano – ha raccontato la regista Mounia Akl – ero circondata da caos e poesia. Il paese era sempre sull’orlo dell’apocalisse, spingendoci a vivere appieno ogni momento e a non dormire mai tranquillamente. Questa dicotomia rappresenta il Libano stesso e si ripercuote su tutti noi: ha portato la società a un livello di assurdità in cui tutti sterilizzano la propria casa per sentirsi protetti. Ma ci ha anche dotati di immaginazione sconfinata, di humor e di un’esperienza viscerale della vita. Oggi, però, non è più possibile ricorrere nemmeno a questa fuga: la distopia ha fatto breccia nei nostri cuori. Guardo la struttura famigliare sperando che in essa si rispecchi quella della nostra società. Quando una famiglia è spaccata, può reinventare sé stessa con meno bugie e con più amore.”

Mounia Akl – laureata in architettura all’ALBA e con un MFA in regia alla Columbia University – è una premiata regista libanese, classe 1989, che  fa parte di una giovane generazione di registe, la cui capostipite (oggi quarantasettenne) è la regista, sceneggiatrice e attrice Nadine Labaki. Il film “Costa Brava, Lebanon”, suo esordio al lungometraggio,  è stato sviluppato durante la Cinéfondation Residency di Cannes.

Il progetto del film è stato anche selezionato al Sundance Institute Screenwriters & Director’s Lab nonché al Torino Film Lab Feature Lab TorinoFilmLab con il Co-Production Award 2018 (50.000 euro) e sviluppato nello stesso anno all’interno del programma FeatureLab, da un team tutto al femminile composto dalla regista stessa, insieme alla co-sceneggiatrice Clara Roquet e alla produttrice libanese Myriam Sassine.

Alice nella città 2021: parte la XIX edizione del Festival

Costa Brava, Lebanon

  • Anno: 2021
  • Durata: 106'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Libano, Francia, Spagna, Svezia, Danimarca, Norvegia, Qatar
  • Regia: Mounia Akl