Disponibile su Amazon Prime Video, Il giudizio di Gianluca Mattei e Mario Sanzullo, con Fortunato Cerlino. È prodotto da Ventottodieci Produzioni, in collaborazione con Medusa Film e Prime Video e disponibile, incluso nell’abbonamento, dal 20 settembre 2021.
Per la coppia di registi, che ne ha scritto anche la sceneggiatura, è l’esordio cinematografico.
Qui il cast completo.
Il giudizio è un viaggio dentro noi stessi alla ricerca della strada più idonea a condurre le nostre esistenze in un luogo migliore.
La trama de Il giudizio
Andrea e Ettore Junior sono padre e figlio e sono una coppia litigiosa. Il loro rapporto è segnato da profonde incomprensioni quotidiane con Junior, figlio adolescente, che spesso rimprovera al padre di essere debole e vede, invece, in suo nonno Ettore (Senior) il modello da imitare, che per Andrea rappresenta ancora un cattivo esempio.
Ettore Senior si trova infatti in carcere e Junior, con suo padre, lo sta andando a trovare. Inizia così un viaggio attraverso i ricordi e i luoghi che hanno segnato la storia di questa tormentata famiglia, completata da due donne: la moglie e la madre di Andrea che provano a tenere insieme la famiglia, nonostante le loro valutazioni sul passato siano divergenti.

Il giudizio prende, così, le forme di un road movie. La strada che da casa di Andrea e Junior porta al carcere è l’occasione per visitare luoghi del passato, non solo fisici, ma anche mentali. Il film è, infatti, soprattutto un viaggio nei ricordi di un padre che prova a fare i conti con se stesso e con il suo passato; prova a sintonizzarsi con suo figlio adolescente col vizio del fumo e la passione per la musica piena di bassi sparata a tutto volume in macchina; non riesce ad avere un solo ricordo positivo del suo di padre che dal carcere non gli ha mai scritto una lettera.
Il giudizio del presente sul passato
Ne Il giudizio i contrasti tra padre e figlio appaiono subito insanabili: un abisso li separa. Questo viaggio dà l’opportunità a entrambi di ritrovare una connessione tra loro e tra loro e Ettore, padre e nonno, detenuto in un carcere lontano. Andrea compie un viaggio anche temporale, prova a ricostruire eventi passati dei quali ancora cerca una spiegazione; prova alla luce di essi a costruire il presente che è lì insieme a suo figlio e a immaginare un futuro.
Il risultato è una generale disillusione di Andrea che si ritrova a bussare alle porte del suo passato e a cercare uno spazio per continuare a credere nella cosa che ognuno di noi ha di più prezioso: la famiglia. Andrea, padre di Junior, è stretto tra il rancore verso il padre e la necessità consapevole di dover cercare a fondo le ragioni delle proprie radici e continuare a coltivarle.

La struttura tematica
I temi che affronta Il giudizio sono toccati dalla sceneggiatura, costruita su un intreccio temporale e tra i personaggi della linea nonno-padre-figlio, innestando dei ricorrenti flashback sui generis che scaturiscono dal personaggio di Andrea sempre molto presente. La sensazione non è quella di assistere a un flashback raccontato nel modo classico, ma di poter visualizzare la scena del ricordo lì accanto ad Andrea con l’aspettativa che possa intervenire per spostare un elemento e rimettere in piedi la storia della sua famiglia; basta girare lo sguardo, osservare la scena e sistemare qualcosa per puntellare la sua, come tutte, fragile struttura familiare; sembrano eventi situati lì a portata di mano. E invece non succede mai: non può mai intervenire, può solo ricordare e trasferire gli insegnamenti che ne trae a suo figlio.
Il giudizio affronta temi importanti come il tradimento, la fiducia reciproca, la genitorialità, una forma di eredità sentimentale, la fragilità umana (legata anche ai concetti di tradimento e fiducia nei rapporti familiari e interpersonali in generale).
– Papà tu hai mai tradito la mamma?
– Tu che intendi per tradimento?
Il giudizio è una piccola odissea, tra problemi familiari grandi e piccoli, che riguarda tutti noi, in qualche modo. Tutti siamo figli e qualcuno è anche genitore e qui, in questa strada costiera de Il giudizio, che porta in quel carcere, c’è la strada dei ricordi, degli sbagli, dei rimpianti di ognuno di noi; ed è una strada che dobbiamo necessariamente percorrere per mantenere l’equilibrio; possiamo percorrerla con l’intento di proseguirla andando oltre quella che spesso si crede sia la meta, mentre è solo una tappa del percorso, con la consapevolezza che errori, successi e malintesi ci faranno approdare, dopo il resto del viaggio, in un posto migliore.