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Focus Italia

Chiara Francini. Addio al nubilato

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Addio Francini dei primi anni, quando la vedevo bellissima in ogni film, anche se poi giocava (sì, la dico all’inglese, to playgiocare perché lei ha sempre giocato) ruoli da cornuta e mazziata, da sorella rompi, da Desperate Housewife. Non si sporcava. Non la facevano sporcare?

Pelle di porcellana, occhi blu, labbra rosse, décolleté mozzafiato, linea invidiabile, insomma una gnocca da paura, tanto da piacere anche a Dolce e Gabbana, al pari di Monica Bellucci o di altre divine di ogni tempo (anche perché lei divina lo è, o meglio ci fa, con tanto di cappelli d’antan, trucco anni 50, colpi di ciglia alla Betty Boop ed una goccia di Chanel n ° 5 (sì, sono sicura lo mettesse).

Ma oggi, dichiarati i suoi 40 anni nel film (le protagoniste sono tutte quarantenni sull’orlo di una crisi di nervi), decide anche di dichiarare il suo fisico curvy, la sua piccola ruga al lato del labbro rosso, il suo sorriso irriverente, la sua voglia de magna (ce l’abbiamo tutte, donne, che stress mantenersi sempre in linea … e diciamolo). Mangia di tutto: da bigné, a vino che tracanna, a uomini (questi ultimi se potesse). Così diventa vera e verace, quanto il suo toscano; così diventa la nostra Bridget Jones, bellissima con le sue imperfezioni. Così, in Addio al nubilato di Francesco Apolloni, diventa ancora di più un’icona gay, in quanto piena di colori e mamma di una ragazza lesbica, ma anche una femminista perché si accetta per quello che è: con un pizzico di cellulite, rossetto sbavato, brufolo sulla fronte, capello fuori posto, ma anche femminon (alla napoletana) o femme fatale (alla francese) perché simbolo di una bellezza giunonica, di quelle da fare girare la testa. Chiara ci piaci così, anzi, Chiara: sei tutte noi!

Scena Clou

La cena in cui le quattro le amiche si ritrovano vestite da Loredana Bertè (per capirci: outfit bianco e rosso ispirato al look della cantante in Non sono una signora ) a mangiare ognuno il proprio piatto preferito in un ristorante lussuosissimo. Chiara è bravissima nel giocare sui doppi sensi tra cibo e sesso, senza essere volgare. Ha dei tempi comici pazzeschi. Riesce persino a essere simpatica agli animalisti, quando per goffaggine, o meglio perché è un po’ ubriachella , fa finire il povero pesciolino rosso sulla piastra in ghisa rovente.

… Si fa così, rossetto e ciccolato e non mangiarmi sarebbe un peccato (cantava Ornella Vanoni)

Chiara Francini foto Maria La Torre

About Chiara Francini

Chiara Francini è un’attrice e una scrittrice tra le più amate e apprezzate del panorama italiano. Ha recitato in più di cinquanta film e fiction, pellicole e progetti sia di grande popolarità che di stampo più autorale.

Per il cinema: “Maschi contro femmine” di F. Brizzi, “Miracleat St. Anna di Spike Lee, “SoapOpera” di A. Genovesi, “Un altro pianeta” di S. Tummolini (Festival di Venezia, Sundance). Tra le fiction: “Tutti pazzi per amore” e “Non dirlo al mio capo”, in cui ha dato vita a personaggi di grande impatto, Bea nella prima serie e Perla nella seconda.

Ha condotto programmi popolari come “Domenica In” insieme a Pippo Baudo, “Colorado” insieme a Diego Abatantuono e di approfondimento come “Love me Gender” e “Love me stranger”, in cui si è cercato di mettere in luce le diverse forme d’amore in Italia al giorno d’oggi. In teatro, suo primo amore, è stata protagonista di molti spettacoli tra cui “Ti ho sposato per allegria” di Natalia Ginzburg e “Due” di L. Miniero, e “Coppia aperta quasi spalancata” di Dario Fo e Franca Rame, “L’amore segreto di Ofelia” di Steven Berkoff, grandi successi di pubblico e critica.

È autrice dei romanzi, “Non parlare con la bocca piena” (2017), “Mia madre non lo deve sapere” (2018) , “Un anno felice” (2019) e “Il cielo stellato fa le fusa” (2020) tutti editi da Rizzoli, diventati dei best seller, con più di 100 mila copie vendute e molto apprezzati dalla critica.

Tra i suoi lavori più recenti per il cinema due nuovi film, “Padri” di Mario Sesti e “Addio al nubilato” di Francesco Apolloni, entrambi in uscita nel 2021.

Ha vinto il Premio “Guglielmo Biraghi” come Attrice Rivelazione dell’Anno, nell’ambito del 68º Festival Internazionale del cinema di Venezia, e quello come Miglior Attrice protagonista al Festival internazionale del film di Roma.

È ambasciatrice per l’AISM l’associazione italiana che combatte la sclerosi multipla, e per Medicinema, onlus che si occupa di costruire sale cinematografiche all’interno degli ospedali.

Da ottobre 2018 è editorialista per il quotidiano “La Stampa”.

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