L’opera seconda di Andrea De Sica, Non mi uccidere, porta sullo schermo il romanzo omonimo di Chiara Palazzolo. E debutta in streaming dal 21 aprile.
Non miuccidere: il libro
Non mi uccidere è un adattamento del romanzo omonimo scritto nel 2005 da Chiara Palazzolo, l’autrice siciliana (ma romana d’adozione) scomparsa prematuramente nell’agosto del 2012. Palazzolo è stata una delle firme più originali dell’horror e della letteratura fantastica italiana, dall’approccio rigorosamente realistico.
Non mi uccidere è il primo capitolo della trilogia dark di Mirta-Luna, completata nel 2006 con Strappami il cuore e nel 2007 con Ti porterò nel sangue. L’ultimo libro della scrittrice è Nel bosco di Aus, una storia perturbante di streghe contemporanee dedicata al potere della magia e alla forza dei sentimenti. Successivamente alla sua scomparsa sono usciti i racconti Ragazza che passa e Damasco e dintorni.
In una vecchia intervista aveva raccontato dell’ispirazione per Non mi uccidere: “Avevo alle spalle molte letture sui non morti, sia in letteratura che in campo folkloristico. Ma c’è da tener presente che ogni sopramorto viene da un’epoca differente. E anche da paesi differenti. E quindi ho dovuto approfondire svariati periodi storici. Non solo. Ci sono delle presenze fantasmatiche, come Ludwig Wittgenstein o Kurt Cobain, che attraversano l’intera trilogia, e queste ‘presenze’ parlano attraverso il loro linguaggio: quello degli scritti filosofici, per Wittgenstein, e quello delle canzoni e dei diari, per Cobain“.
Qualche giorno dopo il funerale Mirta si risveglia confusa ed esce dalla propria tomba: la ragazza spera che Robin faccia lo stesso, perché le ha giurato amore eterno. Ma ormai niente è più come prima: Mirta si è trasformata in una “sopramorta”, una di quelle creature “che non trovano pace”, dotate di una forza sovrumana e capaci di volare.
I sopramorti hanno bisogno di nutrirsi di sangue e carne umana per riuscire a sopravvivere. Mentre di Robin si sono perse le tracce, Mirta vaga per i boschi del Subasio sola e impaurita, lasciandosi alle spalle una scia di cadaveri.
Insieme a loro anche Silvia Calderoni, Fabrizio Ferracane, Sergio Albelli, Federico Ielapi ed Esther Elisha.
A fare da contorno anche due partecipazioni straordinarie: quelle di Anita Caprioli e Giacomo Ferrara (lo Spadino di Suburra – La serie).
Il regista
Prodotto da Vivo Film di Marta Donzelli e Gregorio Paonessa, l’adattamento di Non mi uccidere è stato fortemente voluto da Gianni Romoli. Lo storico collaboratore di Ferzan Özpetek ha scritto la sceneggiatura del film con Antonio Le Fosse, Giacomo Mazzariol, Marco Raspanti, Romolo Re Salvador ed Eleonora Trucchi, ovvero il collettivo GRAMS.
Il film è diretto da Andrea De Sica, già regista di Baby e assistente alla regia di Bertolucci, Özpetek, Marra e Vicari.
De Sica è stato anche candidato al David di Donatello come miglior regista esordiente per il film I figli della notte, la sua opera prima e unico titolo italiano in concorso al Torino Film Festival 2016.