Una serie breve e divertente per raccontare il mondo della chirurgia estetica. Questo è Ritoccàti, serie Sky diretta da Alessandro Guida al quale abbiamo chiesto qualcosa di più sul prodotto.
La serie è prodotta da Mr Moody, va in onda dal lunedì al venerdì, alle ore 20.10 su Sky Uno, sempre disponibile on demand, visibile su Sky Go, su smartphone, tablet e pc e in streaming su Now.
La “nascita” di Ritoccàti di Alessandro Guida
Come e quando nasce la serie?
L’idea nasce da Giulio Basoccu, un chirurgo molto famoso e apprezzato a Roma. Lui voleva raccontare quello che è il suo lavoro, ma soprattutto esplorare quello lo studio e l’attività. Quindi l’idea è raccontare un mondo che raramente è stato raccontato in questo modo divertente e simpatico. Anche perché molto spesso c’è pregiudizio nei confronti della chirurgia. Secondo lui questa poteva essere un’operazione che avrebbe creato “simpatia” verso la chirurgia. E allo stesso tempo poteva essere una serie comedy che effettivamente in televisione mancava.
Quindi tutto è nato da un suo spunto. Noi abbiamo “solo” costruito una struttura e creato i personaggi che in realtà ricalcano effettivamente i collaboratori dello studio di Giulio. Abbiamo portato sullo schermo dinamiche tra i vari personaggi che fossero riconoscibili da parte del pubblico. Va, poi, detto che ogni paziente dello studio porta la propria storia. Ogni puntata ha un paziente diverso (qualcuno ritorna), ma ogni volta il caso è diverso.
E a proposito dei vari casi mostrati negli episodi, si tratta di situazioni realmente accadute?
Naturalmente noi andiamo a cercare i casi più particolari, ma molti sono veramente tratti dalla realtà. Alcuni ce li ha raccontati proprio il professor Basoccu e alcune delle cose più assurde non le abbiamo nemmeno trattate. Avevamo paura che potessero sembrare troppo inverosimili.
Oltre a questo c’è da dire che il professor Basoccu è molto famoso anche per i suoi no. Ed è una delle cose più difficili, ma, al tempo stesso, ciò che dovrebbe fare un medico o un chirurgo. Cioè analizzare il tipo di operazioni e interventi da fare e, quando è necessario, saper dire di no. Essersi confrontati con lui ci ha aiutato perché ha un’esperienza di tanti anni e ha visto di tutto. La prima arma in Ritoccàti è quella di raccontare qualcosa di poco credibile, ma che in realtà è molto vero e contemporaneamente farlo attraverso una modalità molto ironica.

La presenza del professor Basoccu in Ritoccàti voluta non solo da Alessandro Guida
Conoscevi già il professor Basoccu?
In realtà no. È stato il produttore della serie Luca Rochira di Mr Moody a introdurlo e farmelo conoscere. Luca aveva visto diversi miei lavori e mi ha proposto questo progetto. Mi ha spiegato che conosceva il professor Basoccu, un vero chirurgo conosciuto anche per aver preso parte a diversi programmi televisivi. Sempre Luca ha, quindi, proposto a Sky questo format (una serie comedy sul mondo della chirurgia) e Sky lo ha approvato. Io, di conseguenza, ho creato un mondo intorno a questo. E, alla fine, la cosa più divertente è stata conoscere Giulio, scegliere gli attori e le attrici che hanno contribuito tantissimo nella costruzione di quello che è oggi Ritoccàti.
Essendo già apparso in altri programmi ed essendo, quindi, “abituato” allo schermo è per questo che hai deciso di mantenere la sua vera identità e lasciare che fosse lui stesso a “interpretarsi” e non un attore?
Mi sono accorto che il coinvolgimento di Giulio (ovviamente non è un attore e non ha lo stesso talento che ha il cast che partecipa alla serie) avrebbe dato non solo più credibilità, ma proprio realtà a tutto ciò che raccontavamo di questo mondo. E soprattutto in questa seconda stagione Giulio ha maturato una capacità di stare davanti alla macchina da presa notevole. Il suo motto è che veramente potremmo ricorrere molto meno alla chirurgia estetica se imparassimo a ridere di più perché per lui è il primo antidoto per non invecchiare e diventare belli. Questo è il suo obiettivo: fare qualcosa di divertente, raccontare il mondo della chirurgia in maniera meno fredda e rappresentarla in un modo più umano.
All’inizio di ogni episodio, infatti, c’è sempre una sua “massima”.
Sì, lui è un po’ Hitchcock. Quella della “massima” era l’intenzione iniziale, ma nella nuova stagione abbiamo eliminato questo fattore sostituendolo con la sigla e altri rimandi. Molti in Ritoccàti ci vedono degli omaggi a Boris con dinamiche comiche e anche un po’ ciniche. In realtà il nostro riferimento sono, ancora di più, tutte le sitcom anni 80. Anche se la serie è girata con un linguaggio visivo più moderno e contemporaneo, sostanzialmente noi ci ispiriamo ad alcune sitcom come Casa Vianello o Vicini di Casa con le quali siamo cresciuti. Sono tutte sitcom che oggi mancano e che sono molto diverse dalle successive come, per esempio, Camera Cafè o Love Bugs.
Il cast e i personaggi
Se non sbaglio avevi già lavorato con una parte degli attori presenti in Ritoccàti. Li hai voluti nuovamente al tuo fianco? Come li hai scelti?
Sì. I protagonisti principali sono Vanessa, segretaria dello studio e personaggio fondamentale perché fa da trait d’union tra i personaggi ed è, anche nella realtà, il braccio destro del professore. È interpretata da Neva Leoni con la quale io avevo fatto una serie Involontaria su MTV sul mondo del volontariato. Appena ho scritto la serie e abbiamo immaginato il personaggio di Vanessa ho subito pensato che Neva fosse perfetta. Anche perché il personaggio ha molti tratti in comune con l’attrice stessa: precisa, pignola, ma anche simpatica.
Poi l’altro personaggio importante è Marco, lo specializzando. La proposta iniziale di farlo essere il nipote raccomandato di Giulio è stata subito approvata da lui che l’ha trovata una cosa simpatica e italiana. E poi mi piaceva l’idea di far interpretare, per una volta, a Giancarlo Commare (qui per leggere la news su un nuovo progetto che lo vedrà protagonista) il bello e imbranato e non il bello e maledetto.
Poi, in questa seconda stagione, abbiamo introdotto Sergio (interpretato da Federico Cesari) che rappresenta il classico ragazzo perfetto che tutte le mamme adorerebbero. E senza fare nulla risulta sempre e comunque molto attraente. Infatti con una sola frase conquista Vanessa. Questo triangolo che li ha visti protagonisti è stato la struttura principale che ha arricchito la struttura del caso di puntata, soprattutto nella seconda stagione. E ci siamo accorti che questa sotto trama piace molto al pubblico. Anche se il triangolo è un grande classico, funziona.
Poi ci sono anche gli altri personaggi, interpretati da bravissimi attori come Michela Giraud, Liliana Fiorelli, Angelica Massera, Paolo Camilli e Francesco Marioni e tutte le new entry della seconda stagione.
Una cosa che funziona è che si tratta comunque di personaggi veri, anche se stereotipati.
Nonostante sia una serie piccola, come mi piace definirla, e cioè nata senza una produzione importante, Ritoccàti funziona. Quando lo realizziamo mi sembra di tornare a quando facevo il laboratorio di teatro a scuola. Anche perché c’è molto affetto e molta amicizia tra gli attori che lo realizzano perché si divertono nel farlo. Sentono una grande libertà e credo che il modo per divertire il pubblico sia divertirci noi in prima persona.

La struttura della serie
Fin da subito è nata per essere strutturata su episodi così brevi? E ha un significato particolare il fatto che gli episodi della prima stagione durino 5 minuti e quelli della seconda 10, quindi il doppio esatto?
All’inizio Sky ci ha dato la possibilità di avere 5 minuti. E per me era la durata giusta. Poi è stato il pubblico che l’ha apprezzata e ha richiesto di più. All’inizio avevamo pensato di fare più episodi, invece poi grazie anche a un’intuizione di Giulio, abbiamo pensato di allungare il minutaggio. Così possiamo costruire ogni episodio con il caso di puntata e il paziente che arriva con la propria problematica da risolvere e parallelamente raccontare di più lo studio e i personaggi. Ed è qualcosa che il pubblico apprezza. Così come il modo in cui è girata, con talvolta inquadrature anche spericolate. Nella seconda stagione, ad esempio, abbiamo girato spesso con piani sequenze. Quindi mescoliamo un linguaggio narrativo da sitcom, però giriamo come una serie tv contemporanea. E giriamo in tempi da record.
E oltre a questo siete anche vincolati dal luogo. Dovendo girare nello studio reale non potete apportare modifiche o “inventare”, ma dovete limitarvi ad adattarvi.
Quello è un enorme limite perché possiamo girare solo in alcune stanze. Il professore, in realtà, dispone anche di una clinica più grande, ma, per una serie di motivi, abbiamo optato per rimanere nello studio centrale. È indubbiamente una bella sfida perché occorre trovare sempre una messa in scena ricca e particolare. Non a caso una delle sitcom a cui siamo più legati è Camera Cafè con camera fissa e tutto basato sulla capacità degli attori. Noi abbiamo cercato una commistione.
Le tematiche di Ritoccàti, tra aneddoti e scelte di Alessandro Guida
Su che base vengono scelti i temi che vengono trattati negli episodi? Sono sempre tematiche molto attuali e importanti, seppur “leggere”.
La prima stagione è nata dagli spunti di Giulio. Ma alcuni sono rimasti per la seconda stagione. Poi io ho proposto Alessandra Martellini e Simonetta Greco come sceneggiatrici e credo che abbiano apportato una sensibilità particolare alla serie. La cosa che mi interessava è mostrare che c’è sempre uno studio sul raccontare come noi vogliamo cambiare il nostro corpo per avere un’immagine diversa rispetto a quella che mostriamo agli altri. Noi abbiamo voluto scherzare in maniera anche cinica su argomenti attuali, anche assurdi, ma che comunque hanno un legame con la realtà. E le sceneggiatrici sono state brave in questo, nel proporre argomenti nuovi e interessanti.
Effettivamente le puntate sembrano scritte sul momento, in base agli avvenimenti del quotidiano.
C’è da dire che Sky permette piena libertà da questo punto di vista. E ha anche tempi rapidi. Questo è sicuramente un vantaggio, sia nello scrivere che nel mettere in scena e successivamente nell’andare in onda.

I progetti futuri di Ritoccàti e di Alessandro Guida
Hai già in programma di continuare la serie?
Quello che posso dire è che potremmo fare anche 30 stagioni di Ritoccàti. Quando uno si vuole rifare l’intervento può essere simile ma la motivazione è diversa. Per quanto si possa essere contrari la linea empatica che si crea è legata al movente. Sicuramente Giulio vorrebbe andare avanti. E una cosa che mi ha colpito tantissimo e che può essere un incentivo è la dedizione degli attori. Nonostante il cast stia salendo sempre di più alla ribalta, tutti hanno accettato di rifare la seconda stagione e penso di poter dire che farebbero anche la terza.
Altri progetti di Alessandro Guida oltre Ritoccàti?
Io ho girato un lungometraggio insieme a un altro regista che uscirà a giugno su Prime Video, ma del quale non posso rivelare niente. Posso solo dire che realizzarlo è stato una vera e propria sfida.
Qui per altre interviste al regista: quella per il cortometraggio I miei supereroi e quella per Pupone
Sono Veronica e qui puoi trovare altri miei articoli