Hungry Hearts è un film diretto da Saverio Costanzo, tratto dal romanzo Il bambino indaco di Marco Franzoso. Sceneggiato da Saverio Costanzo e con le musiche diNicola Piovani, Hungry Heartsè interpretato da Adam Driver, Alba Rohrwacher, entrambi vincitori della Coppa Volpi al Festival del Cinema di Venezia nel 2014, e Roberta Maxwell, David Aaron Baker, Dennis Rees. In programma al Bolzano Film Festival 2025
Sinossi
Mina e Jude si incontrano nel bagno di un ristorante e ciò segna l’inizio della loro grande storia d’amore. Dopo essere sposati, scoprono di stare per diventare genitori quando una guida spirituale dice a Mina che sta per dare alla luce un bambino indaco.
Con il film Hungry Hearts, diretto da Saverio Costanzo, ovvero una storia d’amore e d’ossessione, l’Italia porta a casa la prestigiosa Coppa Volpi, per la migliore interpretazione femminile, conferita ad un’Alba Rohrwacher in piena maturità espressiva, ormai perfettamente a suo agio nei ruoli di donne psichicamente a rischio, come appare Mina la protagonista del film nell’evolversi del suo personaggio. Anche il suo partner attoriale, Adam Drive, vince la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile, ed è inconsueto che i due premi vengano assegnati a due attori (uomo/donna) dello stesso film. Ma il fascino dell’autenticità ha prevalso, almeno in questo caso.
La storia è apparentemente semplice: dall’incontro casuale fra Mina, italiana, e Jude, americano, nella New York di oggi, oltre ad un grande amore, nasce anche un bimbo, che la madre, un tempo concentrata esclusivamente sulla carriera diplomatica, investe di ogni cura fino a divenire ossessiva nel tentativo di proteggere la sua piccola creatura – considerata da lei un essere sovrannaturale – da ogni agente contaminante, in primis il cibo e la medicina tradizionali, ai quali preferisce sostanze diverse.
Il deperimento del bambino, la lotta di Jude per salvarlo, la presenza della nonna fuori città, la crisi del matrimonio e la ricerca dell’amore estremo, si mescolano nella narrazione, fra detto e non detto, generando un film di notevole forza, capace di passare dalla commedia al dramma psicologico, dalla leggerezza all’angoscia, evidenziando metaforicamente molti temi di coppia dei nostri tempi, dei quali la nutrizione è solo uno dei più emersi.
Il modificarsi dei corpi in direzioni opposte (anoressia/bulimia) corrisponde nei due coniugi ai differenti tentativi di risolvere le cose, rispetto ai quali l’occhio di Costanzo opera una sospensione di giudizio. Liberamente tratto da Il bambino Indaco di Marco Franzoso, il film è stato sostenuto dal MIBACT e dal Fondo Regionale per il Cinema e l’Audiovisivo.
Recensione di Elisabetta Colla