“Across the Universe” è un film musicale del 2007. Opera di Julie Taymor, regista e cosceneggiatrice insieme agli scrittori Dick Clement e Ian La Frenais. È un musical colorato, bizzarro, psichedelico e onirico, realizzato su 33 canzoni dei Beatles. Il film è stato presentato alla Festa internazionale del Cinema di Roma del 2007, manifestazione scelta per l’anteprima europea. La colonna sonora del film è composta da canzoni dei Beatles, per la maggior parte interpretate dagli attori stessi in nuove versioni, riarrangiate da Elliott Goldenthal. Con Jim Sturgess, Evan Rachel Wood, Joe Anderson, Dana Fuchs, Martin Luther, Salma Hayek.
Sinossi
Stati Uniti, anni ’60. L’inglese Jude ha lasciato la natia Liverpool ed il suo lavoro al porto per andare oltreoceano a cercare suo padre. Nel corso delle sue ricerche, il ragazzo incontra Lucy, una studentessa americana, e se ne innamora, ricambiato. Tuttavia, in America sono gli anni dei tumulti per i diritti civili, della guerra in Vietnam, della controcultura hippy e per questo i due giovani, coinvolti nell’attivismo politico e antimilitarista, si ritrovano ben presto divisi l’uno dall’altra ma il trionfo del loro amore gli farà superare varie vicissitudini per cercare di ricongiungersi.
Across the Universe potrebbe far pensare al The Wall di Alan Parker, racconto visionario a tutti gli effetti adagiato sui testi e le sonorità dell’omonimo album dei Pink Floyd. A mutare, in questo caso, è la maggior libertà con la quale gli autori si rapportano all’opera di partenza: dei quasi 200 brani firmati dai Beatles ne sopravvivono effettivamente poco più di 30, ma è attraverso quella musica e, soprattutto, quelle parole, che l’azione e le reazioni dei protagonisti prendono forma. Esplosione di colori e fotografia denaturata si alternano, a seconda delle differenti situazioni mostrate (l’arrivo a New York, gli scontri di Detroit, la parentesi del ritorno in Inghilterra), per la ricostruzione di un periodo che non può non far riflettere anche sul nostro oggi: “Nothing’s gonna change my world“, dicevano John Lennon e Paul McCartney nella canzone che dà il titolo al film e che, nello stesso, accompagna uno dei momenti più commoventi. Era il loro ultimo album in studio, Let it Be, del 1969. I Beatles si sarebbero sciolti un anno più tardi, il mondo da allora non è ancora cambiato. Il cinema prova a ricordarcelo. Across the Universe è un film ultra pop, ultra post, kitsch, psichedelico, sincretico, una giostra cangiante, che risucchia colori e musica e trasmette energia. Non è un film sui Beatles, sia chiaro, bensì un film su un’epoca di cui i cantori furono i Beatles. A restituire quelle canzoni sono gli attori, con esecuzioni dal vivo. Tutti giovani e poco conosciuti. Oppure cantano altri in cammei d’eccezione. Come Bono Vox, nella parte di Dr. Robert, che canta I’m the Walrus, Eddie Izzard è Mr. Kite, e interpreta Being for the benefit of Mr. Kite, Joe Cocker è ora un ubriacone, ora un pappone, ora un hippie, alle prese con Come Togheter. Across the Universe è pieno di riferimenti e indicazioni politiche e segue l’evoluzione del tempo di pari passo con quella dei Beatles, prima leggeri poi sempre più dentro la loro epoca. Julie Taymor, americana, 54 anni, regista di prosa e di lirica, autrice di Titus e Frida, vincitrice di due Oscar, in Across the universe dà corpo a un musical bislacco che spezza il cuore, per la nostalgia o per l’invidia del tempo che fu.