Martedì 13 marzo, la Casa del Cinema di Roma ha ospitato la presentazione della nuova edizione di Alice nella città. Scelte di classe, un progetto nazionale che coinvolgerà le scuole e, questo anno, anche alcuni carceri minorili. Un percorso interattivo di educazione all’immagine che partirà giovedì 20 ottobre, in via sperimentale nelle scuole di Roma e della Regione Lazio.
Scelte di Classe. Il cinema a scuola è un progetto che vuole rappresentare una solida opportunità esperienziale guidata attraverso e per mezzo del cinema, e si articola in una serie di attività e iniziative coordinate tra loro, le quali concorrono a favorire un consapevole spirito critico per lo sviluppo e il rafforzamento di competenze, grazie a una relazione diretta tra insegnanti, professionisti del settore audiovisivo e le giovani generazioni. Al centro del progetto non c’è dunque genericamente la scuola, bensì la classe, intesa come spazio privilegiato dove poter aprire le porte a nuove discussioni.
Gli obiettivi di Scelte di Classe sono quelli di creare un laboratorio lungo un intero anno nella scuola, per re-immaginare innovative pratiche culturali e per stimolare il pensiero intorno alla parola “cinema”; di creare una sorta di festival permanente, che permetta ai giovani di condividere idee, una occasione di raccontare l’audiovisivo attraverso gli occhi dei ragazzi, favorendo un cambiamento di approccio nello spettatore, al fine di coinvolgerlo e appassionarlo alla proiezione in sala.
La registrazione per le scuole sarà gratuita, semplice e veloce, consentendo agli insegnati di poter attingere subito dal catalogo filmico diviso per fasce di età e che sarà arricchito da schede sia per uso curriculare che extra-curriculare. Questo avanzato portale Web permetterà agli insegnanti di lavorare e interagire con i propri studenti in una logica di apprendimento attivo e di co-creazione delle risorse, stimolando gli studenti nell’utilizzare uno spirito critico. Usufruendo delle possibilità offerte dalle nuove tecnologie, si mira a creare un rapporto di comunicazione e di interscambio stabili, sul piano orizzontale, con altri sistemi scolastici, nazionali e internazionali (in particolare europei) e in senso verticale, con università e centri di ricerca. Inoltre, attraverso la sala virtuale (VOD), gli studenti, insieme col docente, avranno la possibilità di vedere i film. Invero, Scelte di Classe non è la prima piattaforma online esistente per la consultazione di materiale didattico sul cinema, ma lo è per la visione! L’accesso alla VOD sarà a titolo gratuito, previo inserimento di un apposito codice meccanografico e di una password.
Un virtuale che non si oppone né sostituisce però al reale. Infatti, la sala cinematografica si aggiungerà quale strumento classico, così da completare il percorso formativo. Essa diventa quindi un elemento premiante del modulo didattico, mettendo al centro la esperienza condivisa e collettiva del gruppo di alunni. Ogni scuola potrà selezionare e prenotare lo spettacolo desiderato in una delle sale coinvolte nel progetto, verificando il cinema più vicino alla scuola. Selezionata la sala, l’insegnante potrà prenotare i posti dei suoi studenti e inviare il pagamento tramite il formulario che sarà allegato alla scheda.
In definitiva, una ottima iniziativa e siamo felici, per una volta, di non dover raccontare le solite macerie umane e culturali in cui versa il nostro amato Paese. Che ci sia, tuttavia, permessa una amorevole critica. Alla presentazione si è utilizzata la suggestiva formula di: “pedagogia visiva”. Allora come mai di film cosiddetti non mimetici, tra i ventotto previsti, non ve ne è quasi nessuno? Come e quando sviluppare la fantasia, la creatività dell’individuo se non si comincia con i bambini? Sia chiaro, non diciamo questo per “partigianeria”, essendo noi studiosi di cinema fantastico. Ci appelliamo al pensiero di una grande scrittrice e ricercatrice nell’ambito della fantascienza. Orbene, riflettiamo sulle sue parole; siamo convinti che siano ancora utili e attuali:
Infine io credo che una delle qualità più profondamente umane, e umanitarie, tra queste, sia il potere dell’immaginazione: cosicché è nostro gradito dovere, come bibliotecari, come insegnanti, genitori, scrittori, o semplicemente adulti, incoraggiarla a crescere liberamente, a fiorire come verde alloro […]. Perché il fantastico è vero, naturalmente. Non è reale, ma è vero. I bambini lo sanno. Anche i grandi lo sanno, ed è proprio per questo che molti di loro hanno paura del fantastico. (Ursula K. Le Guin, Il linguaggio della notte, Roma, Editori Riuniti, 1986, pp. 36-37).